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Confetra su costi minimi: «i committenti possono farsi indennizzare da chi si è indebitamente arricchito»

7 settembre 2014

Confindustria ha parlato di ricerca di dialogo. Assologistica di ricerca di una collaborazione con i trasportatori. Sul versante della committenza la voce più riottosa è giunta invece da Confetra, il cui direttore generale, Piero Luzzati, ha detto senza mezzi termini che «alla luce della sentenza, salta tutto l’impianto dell’83 bis e il Tar del Lazio dovrà invalidare i provvedimenti impugnati», consigliando poi alle imprese committenti coinvolte in controversie tariffarie di produrre in giudizio la sentenza della Corte di Giustizia. Anche se la lettura più ardita è quella che prospetta la possibilità per «imprese committenti che abbiano eventualmente già definito i giudizi… di proporre azione per farsi indennizzare da chi si è indebitamente arricchito (art.2041 C.C.)».
Luzzati enfatizza poi il fatto che per giungere a definire l’illegittimità dell’Osservatorio la Corte UE abbia utilizzato argomenti di carattere generale, quale appunto quello di riconoscere che «la tutela della sicurezza stradale possa costituire un obiettivo legittimo», ma di aggiungere poi che «la determinazione dei costi minimi d’esercizio non risulta idonea né direttamente, né indirettamente a garantirne il conseguimento».
Molto dura anche l’invito che il direttore generale di Confetra rivolge al ministero delle Infrastrutture di «cogliere senza pregiudizi il senso di questa sentenza ed evitare di protrarsi di una situazione di totale illegittimità, assumendosene altrimenti tutte le inevitabili responsabilità, anche di natura patrimoniale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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