LEGGI E POLITICA

Uggè: «I costi minimi sono vivi, ma restiamo disponibili a modificare le norme»

8 settembre 2014

La sentenza della Corte di Giustizia europea, fortemente critica sui costi minimi, è stata per l’autotrasporto come incassare al primo minuto del primo round un uppercut che fa piegare le gambe. Prova ne sia che le prime associazioni a esprimere un commento sono state quelle della committenza, in alcuni casi peraltro in maniera molto dialogante (Confindustria e Assologistica), in altre mosse da una qualche presunzione (il direttore generale di Confetra, Piero Luzzati). Soltanto dopo, e nemmeno sempre, sono arrivati i giudizi delle associazioni dei vettori, spesso peraltro corroborate da pareri legali. Tra i primi a uscire allo scoperto è stato il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè, da sempre strenuo difensore dei principi sottesi all’art. 83 bis. La sua posizione procede in maniera opposta a quella della committenza, visto che se per un verso restringe il perimetro di applicabilità della sentenza al semplice dispositivo e quindi soltanto a quanto attiene i costi minimi definiti dall’Osservatorio, non per questo – aggiunge – «le norme introdotte per garantire sicurezza sulle strade sono state rese inefficaci». Secondo Uggè, infatti, «sono nulli soltanto i costi d’esercizio determinati dalle delibere dell’Osservatorio fino al giugno 2012 (quelli sono l’oggetto della questione pregiudiziale sollevata dal Tar in sede comunitaria), mentre i costi indicati dall’autorità pubblica (dal Ministero dei Trasporti a partire da luglio 2012) sembrerebbero inattaccabili».
Insomma, avrete capito che il campo di battaglia si è nuovamente predisposto e vede già schierati gli opposti eserciti, arroccati su trincee antitetiche. Per rompere questa situazione che rischia di far male all’interno settore lo stesso Uggè ricorda che ogni Stato membro dell’UE è libero di emanare norme per regolare la sicurezza stradale e che, da questo punto di vista, tutto quanto espresso nella legge n. 32 del 2005 è stato ritenuto perfettamente in linea con i principi comunitari. E allora – aggiunge il presidente di Fai-Conftrasporto – dobbiamo «ripartire da lì… senza dimenticare la funzione sociale che le norme introdotte con l’art.83 bis intendano garantire». Tutto questo per ribadire la totale disponibilità dell’associazione che presiede a «definire modifiche adeguate a garantire norme di civiltà».

L'ultima considerazione importante Uggè la riserva agli "affari interni" alle associazioni, dicendosi convinto dell'opportunità che, «di fronte ad una nuova fase, sia la FAI attraverso il suo presidente, a mantenere il coordinamento dell’Unatras. Personalmente riterrei opportuno che sia anticipato di qualche mese il normale avvicendamento che lo statuto dell’organismo già prevede. Ma questo ovviamente, sarà frutto di approfondimenti interni che non possono più essere rinviati, soprattutto alla luce di comportamenti che ritengo non adeguati agli interessi delle imprese del settore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home