UFFICIO TRAFFICO

Muore mentre fa pratica di guida in cava: oggi avrebbe trasportato il suo primo carico

9 settembre 2014

Lurand Llanaj era un albanese di 32 anni, perfettamente integrato nella comunità di Massa Carrara. Lo conoscevano in molti e tutti lo ritenevano serio, diligente, a posto. A maggior ragione da quando si era sposato e poi, da un paio di mesi, era arrivato il primo figlio. Anche per questo motivo, per intraprendere una professione che ai suoi occhi aveva ancora del fascino, aveva deciso qualche tempo fa di comprarsi un camion. La settimana scorsa aveva finito di pagarlo, oggi avrebbe dovuto trasportare il suo primo carico di marmo. Usiamo il condizionale perché Lurand, mentre faceva pratica di guida in una cava presso Lorano, nel bacino di Torano, ha imboccato il tornante di un ravaneto (le scarpate in cui si deposita il materiale di scarto) e all’improvviso gli si è spento il motore. Ha cercato di riaccenderlo, di governare il camion in tutti i modi, mentre accanto a lui un collega, di nome Pasquale D’Amico, lo incitava a buttarsi giù.

Pasquale, dopo due o tre incitamenti, lo ha fatto: è uscito dalla cabina e si è salvato la vita. Ma Lurand non aveva evidentemente nessuna intenzione di mollare quel veicolo che aveva appena comperato con tanti sacrifici. E così lo ha seguito mentre finiva nello strapiombo

È morto sul colpo, mentre Pasquale continuava a strillare e a imprecare. Adesso seguiranno le polemiche sulle condizioni delle strade nelle cave e sulla sicurezza dei percorsi di arroccamento. Ma intanto Lurand ha un piccolo tragico primato: è morto da camionista, a bordo di un camion, prima ancora di diventarlo veramente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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