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Anche Anita suona la sveglia al governo

17 settembre 2014

Non sono soltanto Conftrasporto, Confartigianato Trasporti e Sna a disdettare il protocollo del 28 novembre 2013. A esse si aggiunge pure Anita, esprimendo una posizione ugualmente radicale. «È incomprensibile – si legge in un comunicato – come il Governo non abbia pienamente afferrato il ruolo strategico dell’autotrasporto per l’economia italiana. Prova ne è il fatto che misure importanti per il settore, per di più a costo zero per lo Stato, non siano ancora state attuate oltretutto senza alcuna spiegazione». E qui il riferimento è a quelle misure, come l'inversione dell'onere della prova nei trasporti di cabotaggio e la compensazione con credito di imposta per gli investimenti, concordati per l'inserimento nel decreto Sblocca Italia e quindi cancellati all'ultimo minuto. Ma queste misure Anita aggiunge pure, tra le cose da discutere in quanto argomenti decisivi per il recupero della competitività delle imprese il tema delle accise, quello delle risorse, i divieti di circolazione.

«Il Governo deve dirci una volta per tutte cosa intende fare del comparto dell’autotrasporto italiano – ha commentato Thomas Baumgartner, Presidente di Anita – ossia, se vuole che il nostro Paese conservi il proprio tessuto imprenditoriale o se intende assistere passivamente all’inevitabile declino del nostro settore».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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