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Il volto morbido del camion del futuro

25 settembre 2014

Pochi mesi fa lo avevamo visto all'opera il camion che secondo Mercedes-Benz viaggerà nell'anno 2025. Straordinariamente si connetteva con la strada e gli altri veicoli e sulle lunghe percorrenza era in grado di guidare autonomamente. Il suo volto esterno e i suoi interni, però, erano stati tenuti nascosti. Adesso, all'IAA di Hannover, era possibile ammirarli

Il Future Truck 2025 era stato mostrato all’opera da Mercedes-Benz già prima dell’estate, soprattutto per evidenziare la sua capacità di guidare autonomamente. Adesso, all’interno del Salone di Hannover lo stesso veicolo viene svelato anche nelle sue forme esterne ed interne, tenute volutamente celate nella precedente presentazione.


Esterni: un’unica superficie priva di giunzioni
E se già le funzionalità del veicolo lanciavano uno sguardo prospettico verso un’era futura in cui non soltanto i veicoli viaggeranno senza il supporto costante degli autisti e saranno interconnessi all’infrastruttura e con gli veicoli con cui condivide la strada, il design sembra ugualmente uscito da un film di fantascienza. Il frontale del veicolo, sfruttando le nuove misure che saranno introdotte dalle legislazioni europee, è stato allungato con forme morbide e aerodinamiche, ulteriormente addolcite dalla verniciatura in argento chiaro che crea sinuosi effetti di luce illuminandosi quando si mette in moto. Al posto dei tradizionali retrovisori mota telecamere compatte, mentre il parabrezza sembra più una visiera con l’aletta parasole integrata e il tetto aerodinamico dalle forme inedite. La superficie della carrozzeria è completamente liscia, priva di giunzioni, come se fosse scolpita da un unico blocco di acciaio. Neanche i fari esistono nel loro aspetto tradizionale, per lasciare il posto a tanti spot a LED sistemati in modo tale da ricreare, almeno nelle forme, i gruppi ottici e anche le forme della calandra. Il colore delle luci è normalmente bianco, ma se il veicolo viaggia in modalità autonoma diventa blu pulsante. Al posto degli indicatori di direzione per segnalare il cambio di direzione compare una scia di luce sequenziale di color arancione.

Interni: un ambiente adeguato a un lavoro che cambia
All’interno regna il minimalismo. Le linee filanti sono analoghe a quelle esterne, scaldate però attraverso un uso intenso di materiali naturali. Il legno, per esempio, riveste dal pianale fino a parte della plancia. Strumenti e retrovisori esterni lasciano il posto a una serie di display simili a isole galleggianti sulla superficie nera del cockpit. La climatizzazione indiretta sostituisce le consuete e vistose bocchette di aerazione, mentre un touchpad fa le veci dei tradizionali listelli di interruttori. La plancia portastrumenti è rivestita in pelle.
Quando l'autocarro è in viaggio in modalità autonoma, il guidatore può, se vuole, spostare indietro il proprio sedile e ruotarlo di 45° verso l'abitacolo per assumere una posizione di lavoro più comoda e rilassata. Contemporaneamente l'illuminazione indiretta fa luce in cabina senza creare riflessi.
Nella sua futura postazione di lavoro il conducente comunica durante la marcia per mezzo di un tablet portatile che si innesta nella consolle centrale di nuova configurazione. Con questo computer l'autista scrive documenti, pianifica le prossime destinazioni, può accettare ordini e organizzare la sua prossima pausa. Lo schermo del computer può essere configurato a piacere e permette così al conducente di richiamare anche tutti i dati di viaggio essenziali.
Ovviamente per adesso questo ruolo può essere soltanto immaginate. Ma in Mercedes-Benz sono convinti che nel camion di domani l’autista non soltanto lavorerà in modo nuovo e più disteso, ma assumerà anche un ruolo e una funzione differente. Innanzi tutto non sarà più sottoposto alla pressione di dover rispettare i tempi, perché l'autocarro regolerà da solo la propria velocità e con l'ausilio della app di navigazione troverà da solo anche il percorso migliore.
Inoltre avrà tempo per dedicarsi ad altre occupazioni e per comunicare con il mondo che lo circonda. Potrà per esempio svolgere attività finora riservate al reparto di gestione della logistica o coltivare i contatti sociali. E questo ampliamento delle sue attività lavorative cambierà anche l'immagine professionale del camionista, che potrà migliorare la propria figura passando da semplice conducente a un professionista dei trasporti, il responsabile di quel team che compone insieme al suo camion.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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