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Cause per risarcimenti di danni da circolazione stradale: scatta l'obbligo di trovare soluzione amichevole

29 settembre 2014

Un processo civile in Italia può durare anche qualche decennio e comunque mediamente non meno di sette anni. Una situazione che scoraggia molte imprese straniere e impiantarsi nella penisola. Ecco perché il governo ha varato un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 settembre che serve proprio a incoraggiare il ricorso a forme stragiudiziali di risoluzione delle controversie. Più precisamente viene prevista la possibilità di trasferire il contenzioso relativo a diritti disponibili (salvo quelli in materie di lavoro) a un momento arbitrale. La richiesta può essere avanzata per cause non assunte in decisione pendenti in primo grado o in appello. Inoltre, viene prevista una procedura di negoziazione finalizzata a stipulare un accordo con cui le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza dei propri avvocati.

La parte del decreto che tocca direttamente i trasporti riguarda l’obbligo di invitare la controparte a stipulare tale convenzione in caso di controversie in materia di risarcimento danni da circolazione di veicoli ed in caso di domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme fino a 50.000 euro.

L’obbligo di attivazione della procedura non sussiste però per i procedimenti di ingiunzione, comprese le relative opposizioni. In caso si giunga a una definizione, l’accordo che compone la controversia costituisce titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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