LEGGI E POLITICA

Giachino: “la liberalizzazione della manovra non tocca i costi minimi”

29 settembre 2011

Tutto era nato con un titolo di prima pagina del Sole 24 Trasporti che annunciava l’imminente abrogazione dei costi minimi di sicurezza, previsti dall'art. 83 bis della legge 133/08, da parte della manovra detta di Ferragosto. Un titolo che aveva sollevato polemiche tra le associazioni dell'autotrasporto, le quali pronte hanno bussato alla porta della Consulta e del suo presidente (nonché sottosegretario ai Trasporti), Bartolomeo Giachino. Il quale adesso, risponde puntuale e a chiare lettere: “la liberalizzazione di cui parla la manovra non c’entra niente con i costi minimi dell’autotrasporto”.  
In pratica Giachino sostiene che una cosa è il caso previsto dall’art. 83 bis, altra cosa è quella prevista dalla manovra all’art. 3, comma 9, lettera h), articolo che contiene il riferimento – da cui aveva preso le mosse l’articolo del Sole Trasporti – relativo all’abrogazione di tutte le restrizione consistenti “nell’imposizione di prezzi minimi”.
L’argomento usato dal sottosegretario fa perno proprio sul concetto di “prezzo”: “esula dal concetto di costo minimo – spiega Giachino – qualsiasi riferimento ad un margine di profitto (concetto intrinseco nel termine ‘prezzo’), né si fa riferimento a criteri di determinazione, anche indiretti, di tale margine. A ciò va aggiunta l’interpretazione teleologica dell’art. 83 bis, comma 4, che espressamente richiama i superiori ed indispensabili interessi pubblici alla sicurezza della circolazione stradale ed alla regolarità del mercato dell’autotrasporto”.
Di seguito il sottosegretario Giachino ricorda pure che lo stesso art. 83 bis è stato riformulato dalla manovra, allo scopo di riproporre la possibilità di concludere accordi di settore. E non sarebbe stato logico da una parte modificare una norma e dall’altra provvedere a cancellarla.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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