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Autista folgorato mentre scarica il camion: il titolare rischia l'arresto per mancata formazione

1 ottobre 2014

Attenzione alla formazione sulla sicurezza sul lavoro. Il datore di lavoro che non forma i suoi dipendenti rispetto alle procedure e ai metodi per prevenire gli incidenti sul lavoro può rischiare molto. Lo ha capito nei giorni scorsi il titolare di un’azienda di trasporti di Caserta, quella per cui lavorava Andrei Rudenco, un autista di 36 anni originario della Moldava, che nell’ottobre del 2011, mentre stava scaricando il suo camion in un paesino del ferrarese (Cologna) ebbe un incidente letale. In pratica, dopo aver parcheggiato il veicolo alzò il vano di carico attraverso i comandi interni alla cabina, ma senza avvedersi che il cassone era andato a toccare alcuni fili dell’alta tensione. Senonché, fin quando era rimasto isolato, all’interno della cabina, tutto filò liscio, ma non appena poggiò la mano sull’esterno del camion venne folgorato all’istante da una scarica da 15.000 volt. Una banale seppure tragica fatalità? Non proprio. Secondo il pubblico ministero della procura di Ferrara – Elisa Bovi – che sta indagando da tre anni su quanto accaduto, il datore di lavoro del povero autista deceduto avrebbe precise responsabilità, proprio per non aver provveduto a formare in maniera adeguata i propri dipendenti relativamente alle misure di sicurezza e di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Peraltro, anche soltanto per questa mancata formazione, il datore di lavoro rischia parecchio: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200,00 a 5.200,00 euro. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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