LEGGI E POLITICA

Legge di stabilità: 250 milioni all'autotrasporto, il 20% da destinare alle aggregazioni

17 ottobre 2014

La bozza della legge di stabilità 2015 prevede di destinare 250 milioni di euro all’autotrasporto. Possono sembrare pochi rispetto alle cifre di qualche anno fa, ma – come sottolinea Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, bisogna pure tener conto di quelle misure previste «in tema di riduzione dei costi per le imprese con dipendenti. L’intervento annunciato sull’Irap, la flessibilità per i nuovi assunti, con l’esenzione dai contributi per i primi tre anni, hanno un impatto rilevante sul costo del lavoro».
Come verranno destinati questi fondi è ovviamente presto per capirlo, anche se lo stesso Uggè parla di una particolare clausola, con cui si vincolerebbe il 20% dei 250 milioni a ristrutturazioni e aggregazioni. Inoltre, altra indicazione importante è quella fornita dalla Corte dei Conti secondo la quale ci sarebbe un persistente odore di contrarietà alla normativa comunitaria intorno al rimborso delle spese non documentabili destinate alle imprese monoveicolari e alla riduzione del contributo per il Servizio Sanitario Nazionale.
E quindi? Come leggere la considerazione che il governo è pronto a riservare all’autotrasporto attraverso questi 250 milioni? Uggè non ha dubbi: «dimostrano un’attenzione nei confronti del settore, come peraltro andiamo chiedendo da tempo».
Ancora più esplicito il presidente di Anita, Thomas Baumgartner, che palra di «soddisfazione per gli sforzi del governo e del ministro Lupi, che sicuramente vanno nella direzione giusta per ridare al settore il ruolo strategico che gli compete all’interno dell’economia del Paese». Il presidente di Anita legge questa apertura come una ricompensa per «l’impegno sostenuto fino ad oggi nei tavoli istituzionali». Ma soprattutto Baumgartner sottolinea il decisivo passo in avanti fatto dal governo «per rendere strutturali risorse che effettivamente possono contribuire alla crescita e allo sviluppo del settore».
Bisogna comunque ricordare che stiamo parlando di una bozza. Vale a dire di un documento elaborato dal governo e che poi deve passare dal Parlamento per la definitiva approvazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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