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Unatras rispedisce al mittente i pacchetti di Lupi: autotrasporto in agitazione

11 novembre 2014

I pacchetti di Lupi non sono risultati graditi alle associazioni dell’autotrasporto. Oggi il comitato di presidenza di Unatras, dopo molto tempo al gran completo (vista la presenza anche di un rappresentante di CNA-Fita), si è riunito a Roma e ha bollato le proposte avanzate dal ministro dei Trasporti come «irricevibili» e di conseguenza ha proclamato lo stato di agitazione del settore.

Le ragioni sono diverse. Innanzi tutto con i pacchetti di Lupi si va a stravolgere «l’impianto della disciplina dei costi minimi (ex art. 83 bis), quale elemento di salvaguardia del principio di sicurezza». In più vengono «inseriti elementi che riguardano altre questioni che dovrebbero invece essere oggetto di un progetto di riforma complessivo del settore dell’autotrasporto merci, da approfondire con le associazioni». Insomma, un difetto di concertazione.

Entrando poi nel merito delle proposte, la presidenza di Unatras giudica «necessario ripartire dal contestuale rafforzamento dell’Albo nazionale degli autotrasportatori, con l’effettivo trasferimento delle competenze, quale strumento indispensabile per garantire la legalità e il rispetto delle regole, elementi essenziali per discutere di liberalizzazione del settore».

Cosa c’è dietro questa presa di posizione? Singole dichiarazioni al momento non esistono, ma alcuni atteggiamenti espressi dopo la presentazione dei pacchetti di Lupi possono aiutare a capire. Consideriamo quelli delle principali associazioni.

La presa di posizione più dura è sicuramente quella di Confartigianato Trasporti, forse in questo momento in termini strategici l’associazione più in difficoltà. «I committenti - si legge in una nota dell’associazione artigiana - hanno immediatamente raccolto lo spirito delle proposte governative. Non tanto quello inerente alla “libera negoziazione delle parti”, ma il fatto (giuridico) che le attuali norme sul trasporto diventano “opzionali”».

D’altra parte - si fa notare - «è sufficiente sottoscrivere un contratto di trasporto contenente una sola prestazione “prodromica o strumentale” all’attività di trasferimento (ieri si chiamava vezione) che lo stesso assume una diversa connotazione giuridica ed esce dal campo di applicazione della norma del 2005-2006». Insomma, per Confartigianato Trasporti siamo di fronte non a un «superamento della sentenza UE sui costi minimi e al recupero dei principi a base della normativa dell’83 bis (come affermato dal ministro), ma a un vero e proprio bombardamento che rade al suolo i principi europei della responsabilità dei committenti e apre la strada allo sfrenato libero mercato, senza alcuna protezione per i più deboli, operato da un Governo di sinistra».

Paradossalmente, almeno inizialmente la posizione dell’altra associazione artigiana, la CNA-Fita, sembrava andare in tutt’altra direzione. Già la mattina successiva alla consegna alle associazioni del pacchetto Lupi, sul sito dell'assocazione era comparsa una nota ottimistica, in cui si parlava di uno stato di cose che «ci lascia ben sperare rispetto agli esiti futuri che ovviamente ci riserviamo di valutare nell'effettività delle determinazioni che il Ministero saprà assumere». Anche se un elemento critico emergeva da una puntualizzazione sulle misure economiche che accompagnano la manovra, visto che dopo aver accolto positivamente lo scongiurato taglio delle accise, si sottolineava che «rimane ancora da sciogliere, per CNA-Fita, il nodo cruciale delle spese non documentate». Il rimborso delle spese non documentate, infatti, è pensato per i trasportatori artigiani e quindi la sua messa in dubbio (espressa peraltro anche dalla Corte dei Conti nella sua relazione estiva, dove giudicava la misura a rischio di rimproveri da parte della UE) non può che essere difesa con forza da parte delle associazioni artigiane. C’è quindi da giurare che su questo piano Confartigianato Trasporti e CNA-Fita abbiano trovato un spazio comune da difendere e abbiano alzato le loro barricate. In pratica, senza la garanzia della conferma di questo tipo di sostegno agli artigiani non vanno avanti nemmeno con il resto delle proposte.

Rimane da capire FAI-Conftrasporto. Il presidente Paolo Uggè, evidentemente inebriato dal successo degli Stati Generali di Fiuggi, nella sua nota settimanale on-line ha preferito evitare veri e propri commenti sul merito delle proposte (salvo constatare che «se per i titoli sembra muoversi nella giusta direzione, nella declinazione suscita molte perplessità»), limitandosi a giudicare il metodo come «condivisibile». Insomma, una posizione attendista, forse basata sulla consapevolezza delle difficoltà dei partner e sulla considerazione che in questa fase iniziative solitarie o in ordine sparso, finirebbero per indebolire la rappresentanza del settore. E in effetti oggi Unatras, unitariamente, ha proclamato lo stato di agitazione del settore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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