UFFICIO TRAFFICO

Automare: in arrivo 300 milioni dall'Europa. E Venezia si collega alla Grecia

15 dicembre 2014

Ormai da un paio di anni in Italia quando si pensa alle autostrade del mare si è indotti a pensare a un’esperienza terminata. Ma la cosa non è affatto vera. Un po’ perché ancora oggi ci sono migliaia di veicoli pesanti che scelgono di coprire una tratta del loro viaggio a bordo di una nave, un po’ perché anche il sostegno pubblico a questo strumento intermodale continua a essere vivo, soprattutto a livello europeo. A chiarirlo nei giorni scorsi è stato Brian Simpson, il coordinatore europeo per le autostrade del mare, che ha detto testualmente che l’Europa ha «a disposizione un budget di 300 milioni di euro da investire per i prossimi tre anni». Il riferimento è a una imminente call, una «chiamata» cioè a cui è possibile presentare nuovi progetti di autostrade del mare, che dovrebbe durare fino a febbraio. 

E a proposito di finanziamento c’è sa segnalare quello ottenuto dal progetto Adriamos, finalizzato a sviluppare traffici nell’Adriatico, che ha ricevuto 12 milioni di euro per sviluppare una direttiva di traffico tra il nuovo terminal Fusina del porto di Venezia e una serie di scali greci, in particolare Igoumenitsa.

Insomma, le autostrade del mare non muoiono, ma anzi ripartono cercando di utilizzare fondi europei piuttosto che nazionali. Come ha spiegato Antonio Cancian, presidente di RAM (Rete Autostrade Mediterranee) «la congiuntura attuale è particolarmente favorevole allo sviluppo di progettualità ad alto valore aggiunto, in virtù del disegno delle grandi reti infrastrutturali europee e delle risorse messe in campo dall'Europa per la loro realizzazione. Per i porti italiani la sfida è duplice: inserirsi nei corridoi multi modali europei adeguando le infrastrutture di raccordo ferro-gomma-acqua e sviluppare servizi logistici avanzati a vantaggio del tessuto produttivo del territorio». 

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