LEGGI E POLITICA

Marcia indietro tedesca: il salario minimo (per ora) non vale per i trasportatori in transito

31 gennaio 2015

La Germania fa parzialmente marcia indietro sul salario minimo garantito di 8,50 euro. La norma cioè rimane in vigore, ma per il momento non sarà applicata ai camionisti stranieri semplicemente in transito sulle strade tedesche, ma soltanto a quelli che hanno la Germania come luogo di carico o scarico

A darne comunicazione è stato  il ministro del Lavoro, Andrea Nahles, dopo un incontro a Berlino con il suo omologo polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, specificando però che si tratta di una misura temporanea, in attesa che la Commissione europea decida se effettivamente la norma in questione è compatibile con la normativa comunitaria

Non è un caso che la comunicazione sia stata fatta proprio in presenza di un ministro polacco. Lo scorso 21 gennaio, infatti, proprio su richiesta del governo di Varsavia, la Commissione europea aveva aperto un procedimento preliminare proprio per verificare la conformità della legge tedesca con il diritto europeo.

Nahles si è detto comunque fiducioso sul fatto che il salario minimo applicato a tutti i vettori stranieri non sia contrasto con i principi di Bruxelles, ma ha valutato opportuno attendere la conferma della Commissione, che - ha spiegato - dovrebbe arrivare tra aprile e giugno

Il ministro Kosiniak, da parte sua, si è detto soddisfatto della decisione e spera che la decisione della Commissione giunga al più presto per definire questa complicata situazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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