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La quarta volta del Fiat Doblò Cargo

5 febbraio 2015

Nuovo design, nuovi interni con terzo posto passeggero, ma soprattutto nuove versioni Ecojet per i motori da 90 e 105 cv, in grado di contenere i consumi fino al 15%. Con questi contenuti inediti il veicolo Fiat Professional si presenta rinnovato al mercato, mirando a far breccia in segmenti fino a ieri meno battuti

Il Fiat Doblò è da circa 15 anni un veicolo fortunato. Ha incontrato la fiducia di più di 1,4 milioni di trasportatori che lo hanno scelto per due ragioni essenziali: una gamma quanto mai ricca e articolata, al cui interno era altamente probabile trovare il veicolo adatto alle proprie esigenze; una muscolatura decisamente sviluppata, da ultimo anche con le originali sospensioni B-Link, tanto da riuscire a caricare più di una tonnellata in un volume di 5 m3. Tutte queste caratteristiche rimangono sostanzialmente intatte – semmai esaltate – anche nel nuovo Doblò Cargo. Al tempo stesso, però, vengono iniettati nel rinnovato veicolo Fiat Professional alcune funzionalità in più.

 

Obiettivo: puntare al segmento più basso del mercato
A che scopo è facile comprenderlo. La quota di mercato complessiva del Doblò è buona (circa l’8,6%), ma non ottima, in particolare rispetto al Ducato e al Fiorino. La ragione è evidente: la maggior parte dei clienti, il Doblò li conquista soprattutto nella fascia alta di mercato, quella segnata da passi lunghi e potenze maggiori. Anzi, qui fa letteralmente man bassa. Peccato però che il grosso del mercato del segmento si annida nella fascia più bassa, composta da veicoli con passi e potenze inferiori. 
Il Doblò in uscita in questi giorni punta a ottimizzare la sua penetrazione commerciale sia aprendo canali commerciali praticamente planetari (raggiunge 80 paesi, compresi gli USA dove compare come Promaster City con il logo RAM), sia soprattutto allargando il suo target di riferimento, mirato proprio a quella clientela che, magari perché lavora essenzialmente in città, necessita di ingombri contenuti e di motori a cui non viene richiesto tanto di «mordere», quanto di disporre di buona ripresa e di bassi consumi.

 

Un design per la città

Detto, fatto. Rispetto agli ingombri, Fiat Professional ha lavorato non tanto sulla riduzione della lunghezza del veicolo, visto che comunque disponeva già di un passo corto sufficiente allo scopo, quanto nella ridefinizione di un disegno esterno più protettivo e filante. Volete capire in che senso? Ebbene, guardate il nuovo Doblò, le sue linee, il suo volto modificato e reso più accomodante e sorridente grazie a quella griglia maggiorata che disegna una sorta di bocca. Ma soprattutto fate caso a come tutto l’andamento orizzontale del veicolo è servito a ridisegnare il cofano e i gruppi ottici, a renderli più affusolati e aerodinamici e soprattutto a proteggerli dai possibili urti da contesto urbano, sfruttando a questo scopo anche i più avvolgenti paraurti.

 

Motori: i risparmi delle versioni Ecojet

Ma è forse sulle motorizzazioni che è stato fatto il salto impossibile. A dire il vero, rispetto all’offerta di propulsori, il Doblò proponeva già la gamma più completa del mercato, con sei turbodiesel (1.3 da 75 e 90 cv; 1.6 da 100 e 105 cv; 1.6 da 90 cv da oggi dotato di cambio robotizzato e 2.0 da 135 cv), due benzina (1.4 da 95 cv, 1.4 TurboJet da 120 cv) e una benzina/metano (1.4 da 120 cv). Ma qualcosina si poteva fare proprio per andare a solleticare il target indicato in precedenza. Che cosa? Essenzialmente due operazioni. La prima riguarda il miglioramento della risposta in termini di coppia, potenziata soprattutto ai bassi regimi, in modo da garantire eccellente ripresa al veicolo proprio in quei contesti urbani in cui il Doblò svolge buona parte del lavoro. Pensate che l’incremento del motore più piccolo, quello cioè da 1.3 litri di cilindrata e quindi chiamato a far lievitare le performance commerciali del veicolo, fa registrare in tal senso un aumento del 40%. 
Non è tutto, perché sempre il 1.3 da 90 cv, ma anche il 1.6 da 105 cv – vale a dire la fascia di mezzo dell’offerta – vengono forniti anche con una speciale versione Ecojet studiata per tagliare i consumi. Di quanto? Per il motore più piccolo il taglio può arrivare fino al 12%, per quello più grande può salire anche al 15%. Come si arriva a tanto è presto detto: attraverso l’adozione di Start&Stop, pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, olio a bassa viscosità, alternatore “intelligente”, pompa olio a cilindrata variabile e sottoscocca aerodinamico.

E se la percentuale di riduzione di per sé vi dice poco, sono molto più concreti due dati assoluti: 4,4 litri/100 km, vale a dire il consumo effettivo del 1.3 da 90 cv; 1.620 euro, vale a dire il maggior risparmio che si ottiene con il nuovo Doblò rispetto al precedente, calcolando la sola spesa per il carburante.

 

Meno rumore e il terzo posto

Altre inedite iniezioni di funzionalità si scoprono entrando all’interno del veicolo. Due su tutte: il comfort acustico, ottenuto con l’abbattimento della rumorosità interna di 3 decibel; la possibilità di accogliere all’interno una terza persona. Certo, non parliamo di «tre posti» comodissimi, ritagliati cioè per coprire lunghe percorrenze. Però la funzionalità significa anche questo: mettere in condizione, quando e dove serve, di trasportare alla bisogna una terza persona, senza dover incorrere in sanzioni. È un’opportunità che può tornare a maggior ragione utile, se si considera che, per far spazio al «terzo incomodo», si è fatto ricorso a una panchetta a due posti che nasconde, sotto alla seduta, un ampio vano portaoggetti. Sul  retro dello schienale del posto centrale, invece, compare un piano lavoro con pinza ferma documenti, mentre quello del sedile esterno è conformato in modo tale da sostenere oggetti molto lunghi (per esempio una scala) fatti entrare nell’abitacolo aprendo un’apposita griglia mobile creata all’interno della paratia. Insomma, se c’è la terza persona bene, se non c’è lo stesso equipaggiamento può essere sfruttato in tanti altri modi.

Molto funzionali sono anche i nuovi disegni della plancia (riuscito soprattutto nelle forme più marcate e negli spazi creati per accogliere oggetti di uso quotidiano), del volante (ottimizzato nell’impugnatura e nell’ergonomia) e delle bocchette di aereazione (in grado di favorire una migliore distribuzione del calore). C’è invece da divertirsi con il potenziato sistema di infotainment, proposto con due contenuti. Quella base propone display a matrice attiva, radio, presa USB  e collegamento per iPod, presa AUX-In, volume automatico in base a velocità, Bluetooth e comandi al volante. Quella maggiorata usa come interfaccia un touchscreen da 5” con cui accedere ai principali supporti multimediali (mediaplayer, iPod, iPhone, smartphone) collegabili tramite porta USB e connettore Aux-in. Per le flotte, invece, è pensato il Gateway, un dispositivo installato sul veicolo che, interfacciandosi con la rete di bordo, rileva e rende disponibili tutte le informazioni relative allo stato del mezzo in formato FMS (Fleet Management System).

 

Finanziamenti, assistenza e prezzi

Di più, almeno rispetto al prodotto, non c’è. Ma siccome il fil rouge di tutta l’operazione – lo si sarà capito – è la funzionalità, sono stati individuati diversi modi per poterla coniugare anche al di là del prodotto. Spieghiamo in che senso. Il nuovo Doblò, per esempio, non necessariamente va pagato subito in contanti. È sconveniente, cioè, soprattutto in tempi di magra, intaccare le proprie liquidità. E Fiat Professional che lo sa ha pensato bene di creare, attraverso la FCA Bank un finanziamento flessibile – chiamato Easy Flat – studiato appositamente per piccole imprese e artigiani. Ovvero il target di cui abbiamo parlato finora. E sempre a queste imprese, in collaborazione con Mopar, vengono offerti contratti di manutenzione e assistenza a prezzi altamente competitivi.

Ah, a proposito di prezzi, il nuovo Doblò, proposto nelle versioni Cargo, Combi, Autocarro e Pianalato, presenta un listino che parte da 12.450 euro (IVA esclusa) per il Doblò Cargo 1.4 da 95 cv per raggiungere i 21.750 euro (IVA esclusa) per la versione top, il Combi Maxi XL 2.0 135cv. In pratica, conti alla mano, rispetto a prima stiamo parlando di un aumento vicino al 2%. Che considerando quanto offre di più…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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