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Neve: associazioni autotrasporto accusano, Autostrade scarica colpe, ministero indaga

9 febbraio 2015

Le autostrade sono dello Stato, ma vengono date in concessione a una serie di società chiamate a gestirle. Esiste però una Struttura di Vigilanza, impegnata specificatamente a controllare l’operato delle Concessionarie. Giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, dopo che il traffico sulle autostrade è andato in tilt e dopo che centinaia di camion sono stati costretti a rimanere anche più di 10 ore in coda, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha chiesto a questa Struttura di stendere una relazione dettagliata su quanto sia effettivamente accaduto. E in effetti nelle ore successive  è partita un’indagine (in gergo tecnico una «procedura ispettiva») da parte della stessa Struttura di Vigilanza, finalizzata – lo si legge testualmente in un comunicato del ministero – a «verificare le motivazioni della chiusura e se siano state prese tutte le misure per evitarla con i conseguenti disagi per gli utenti». In pratica l’indagine serve a capire il perché è stata presa la decisione di bloccare la circolazione dei veicoli pesanti e se in effetti non ci fossero modalità per evitare una tale decisione.

A dire il vero Autostrade per l’Italia nella stessa giornata di venerdì aveva diramato un comunicato in cui tranquillizzava sulla fluidità della circolazione dei veicoli leggeri e poi se la prendeva con quelli pesanti, che in molti casi avevano violato i blocchi predisposti sulla base di una situazione eccezionale. Qualche ora dopo, un po’ per l’evoluzione della situazione meteo, un po’ forse per l’interessamento del ministero, aveva deciso di rimuovere i blocchi alla circolazione dei mezzi pesanti, «attivati – specificava in una nota – d'intesa con la Polizia Stradale e in applicazione dei Protocolli operativi, sottoscritti dai Ministeri delle Infrastrutture, Interni e dalle Associazioni degli autotrasportatori».
Insomma, metteva le mani avanti sottolineando che aveva agito nel rispetto di piani approvati d’accordo con tutte le parti coinvolte.

Vero? Ovviamente a questa risposta dovrà rispondere la Struttura di Vigilanza, ma di certo le associazioni dell’autotrasporto non sono affatto d’accordo. Anzi, il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, si interroga proprio sul perché non sia stato attuato il Piano neve sottoscritto d'intesa tra Polizia della strada, Autostrade e ministero dei Trasporti e sul perché sono stati lasciati all’addiaccio automezzi e uomini, senza assistenza alcuna. E la risposta che fornisce tocca il nodo della questione: «forse perché qualche ottuso burocrate teme le conseguenze di qualche magistrato in cerca di visibilità?». Il problema è proprio questo: il timore da parte di enti e società coinvolte di assumersi uno straccio di responsabilità e quindi di aggirare l’ostacolo rimuovendo il problema alla radice e bloccando la circolazione dei camion, senza pensare che in questo modo si danneggiano persone, imprese e un settore nevralgico per l’economia del paese. Insomma, per evitare di assumersi una responsabilità si crea un danno per la collettività.

Un concetto, questo, ripreso anche dalla Fiap, che in un comunicato, dopo aver sottolineato che in questa vicenda non è stato attuato il Piano neve almeno in quella parte in cui prevede che il concentramento dei veicoli pesanti debba avvenire in aree attrezzate, dove cioè gli autisti dispongono di acqua, viveri e servizi igienici, ipotizza addirittura da parte delle società autostradali «un’interruzione di pubblico servizio».  

Ma forse la cosa più triste è che leggendo le cronache dei giorni scorsi e confrontandole con quelle di situazioni analoghe verificatesi negli anni passati, ci si accorge che ogni volta va in scena lo stesso copione, con i soliti attori (i trasportatori) nella parte dei vessati, con le solite associazioni di categoria che si stracciano le vesti per lamentarsi, con il governo che a posteriori mostra un interessamento… Un interessamento che termina, solitamente, quando il sole torna nuovamente a spledere. Sperando di sbagliarsi...                                  

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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