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Costo del lavoro alto? Arriva l'esonero contributivo per 3 anni per tutte le nuove assunzioni

9 febbraio 2015

Il costo del lavoro per le imprese italiane è un fattore che pesa negativamente sulla competitività, a maggior ragione nell’autotrasporto. Il fatto quindi di poter assumere nuovo personale a tempo interminato con l’esonero dei contributi è soltanto una buona notizia, perché di fatto aiuta a rendere più leggero proprio il costo del lavoro. Ma come se ne può approfittare in concreto? La misura è comparsa nella legge di Stabilità 2015, ma a dettare le istruzioni pratiche è stata l’Inps, con una circolare del 29 gennaio scorso.

A chi si applica
Chiariamo innanzi tutto che l’esonero ha durata triennale e che vale per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015 – compresa l’assunzione di personale dirigenziale – e può essere estesa anche ai casi di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato in indeterminato.

Non vale invece per le assunzioni con contratto di lavoro a chiamata, anche se sottoscritte a tempo indeterminato e anche se contemplano l’indennità di disponibilità. 

Di quanto e per quanto si viene esonerati
Per la precisione, il datore di lavoro ha per 36 mesi un esonero dal pagamento dei contributi nel limite massimo di 8.060 euro su base annua.

L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote previsti dalla normativa (per esempio, con l’incentivo per l’assunzione di ultracinquantenni disoccupati da più di 12 mesi e di donne privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o prive di impiego da almeno 6 mesi e appartenenti a particolari aree).

È cumulabile, invece, con gli incentivi che assumono natura economica, tra cui:

- quelli per l’assunzione di lavoratori disabili;

- quelli per l’assunzione di giovani genitori;

- quelli all’assunzione di beneficiari del trattamento ASpI;

- quelli inerente il programma “Garanzia Giovani”.

È poi da specificare che tale importo non è da considerarsi aiuto di stato – e di conseguenza non soggiace a quei paletti posti dalle relative normative comunitarie – essendo destinato a tutti indistintamente.

Al momento attuale l’Inps non ha ancora comunicato come in concreto il datore di lavoro debba compitare le dichiarazioni contributive, né ha fornito istruzioni specifiche sulla maniera di fruirne. In tempi brevi quindi tornerà sull’argomento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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