LEGGI E POLITICA

Romania: i lavoratori distaccati all’estero non si possono retribuire meno dei locali

13 febbraio 2015

Un rumeno chiamato da un’azienda italiana (o comunque europea) per andare a lavorare tramite sommistrazione (in distacco) deve essere pagato come i dipendenti dello Stato che lo ospita. Questo principio, presente in realtà nella direttiva europea 96/71, è stato recepito da una legge del Parlamento Rumeno in cui si scrive a chiare lettere che se un autista – nel caso frequente dell’autotrasporto – viene somministrati a un’azienda di un paese membro dell’UE attraverso un’agenzia di collocamento rumena dovrà essere retribuiti con un livello non inferiore a quello degli altri dipendenti dell’azienda che ne ha chiesto il distacco.

Le uniche differenze – ma questo la legge non lo dice – potrebbero riguardare semmai non tanto la busta paga percepita effettivamente dal lavoratore, quanto il costo complessivo lordo sopportato dall’impresa, che potrebbe invece risultare inferiore a causa dei minori contributi previdenziali che continuerebbero a essere pagari nel paese di origine.

In ogni caso una normativa del genere, adottata per recepire la direttiva citata, esiste già in Italia, ma ovviamente per essere pienamente efficace è opportuno che trovi riscontro anche nel paese di origine del lavoratore distaccato, creando le condizioni per controlli più approfonditi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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