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Il governo annuncia la prededucibilità dei crediti per i trasportatori non pagati dall'Ilva. Ugge: «Non basta!»

14 febbraio 2015

Consentire la prededucibilità dei crediti per le imprese di autotrasporto che non vengono pagate dall'Ilva dall'aprile 2014. È questa la proposta lanciata dal governo per bocca del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il quale ha invitato i trasportatori coinvoli a resistere ancora per 15 giorni, vale a dire il tempo necessario per approvare l'emendamento che contiene tale misura

«Prevedere la prededucibilità dei crediti - ha subito risposto il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè - è un primo passo, che non possiamo non commentare positivamente, ma non può certamente bastare». Uggè ha richiesto segnali «più forti e concreti» anche rispetto ad altre misure, come «la sospensione dei versamenti fiscali e previdenziali e la messa a disposizione di risorse». «Solo così - ha avvertito - sarà impossibile fermare il desiderio di protesta che sta montando sempre più fra le imprese che da otto mesi non vengono pagate dal gruppo siderurgico per il lavoro svolto, e questo nonostante  l’Ilva, vendendo franco fabbrica, riceva regolarmente  il pagamento del trasporto ,dimenticandosi però di trasferirlo ai vettori».

Senza questi interventi «più pesanti», ha concluso il presidente di Fai-Conftrasporto, «sarà difficile se non impossibile per chiunque impedire proteste spontanee e incontrollabili da parte di lavoratori che sono stati privati, per mesi, di un loro sacrosanto diritto: quello d'essere pagati per il lavoro svolto. Un diritto che un Paese che vuol essere chiamato civile non può non garantire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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