LEGGI E POLITICA

CNA-Fita in agitazione sulla riforma dell’accesso alla professione

27 ottobre 2011
Trasportounito strappa un tavolo sulla legge 127 in cambio della sospensione del fermo? La cosa non deve essere molto piaciuta alle altre associazioni dell’autotrasporto e in particolare a CNA-Fita, che ha proclamato uno stato di agitazione delle proprie imprese associate, perché percepisce un clima preoccupante rispetto all’attuazione del Regolamento comunitario relativo all’accesso alla professione e ad alcune indiscrezioni trapelate. «Come requisito di ingresso – si legge in una nota dell’associazione – si parla di mantenere l’esenzione dal Regolamento europeo 1071/2009 fino ai 3,5 ton per le sole imprese monoveicolari (favorendo ulteriormente la frammentazione del mercato) e di non adeguare la capacità finanziaria ai 9 mila euro per tutti, bensì unicamente per le aziende che intendono esercitare o esercitano la professione di autotrasportatore con autoveicoli fino ai 35 quintali a differenza del maggiore onere di 50 mila euro per tutti gli altri». Due provvedimenti giudicati inaccettabili.
Per bloccarli CNA-Fita  punta sul sottosegretario Bartolomeo Giachino, al quale il presidente dell’associazione, Cinzia Franchini, vista anche la decisione di riaprire un tavolo sulla legge 127, indirizza un commento di fuoco: «I costi minimi non vanno ridiscussi bensì fatti rispettare. Il Sottosegretario non si preoccupi dei problemi alla circolazione locale in qualche porto. Si preoccupi piuttosto di parlare con chi gli ha garantito il tempo necessario per fare delle cose precise, altrimenti la pace sociale potrebbe diventare un boomerang pericoloso».
Ricordiamo che il Regolamento di cui si discute va recepito entro il 4 dicembre. Almeno fino a questa data, quindi, di accesso alla professione torneremo sicuramente a parlare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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