UFFICIO TRAFFICO

Minaccia automobilista troppo lento: camionista assolto

4 marzo 2015

L’autotrasportatore, si sa, è un mestiere faticoso e snervante. Specie se si è guidato il proprio camion per mille chilometri, viaggiando anche di notte. E quando ti fermi a fare gasolio trovi magari un automobilista che, alle 4 del mattino, dopo aver fatto rifornimento, si mette a pulire la macchina scrostando lentamente con il dito le piccole macchie sul parabrezza. C’è di che perdere la pazienza. E in quella stazione di servizio vicino a Villafalletto, in provincia di Cuneo, il camionista Roberto d’Asaro, stanco e nervoso, dopo aver aspettato per parecchio tempo, non ce l’ha fatta a trattenersi. Sceso dal camion, si è avvicinato impugnando un piccolo martello e ha chiesto bruscamente all’automobilista «vuoi lavare anche tutta la macchina?» battendo sul vetro dell'auto con l’utensile, proferendo minacce come «la prossima volta ti spacco la testa». Questo il racconto dell'automobilista che all'epoca di fatti (dicembre scorso) non aveva sporto querela contro il presunto aggressore, anche se, una volta deposta la sua versione ai carabinieri della stazione di Villafalletto, questi avevano agito d'ufficio contestando l'uso del martello come arma. Un'aggravante, confermata dai video di telesorveglianza della stazione di servizio, che aveva comportato il procedimento d'ufficio.

Al processo per minacce aggravate, consumato in questi giorni, il trasportatore è stato assolto dal tribunale di Cuneo, mentre il PM aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione. A favorire l'assoluzione di D’Asaro è stato il risarcimento offerto e accettato dalla parte offesa di 150 euro. In ogni caso quanto accaduto non costituisce certo un precedente: stavolta è andata bene, ma la prossima sarà meglio lavorare sul controllo dei nervi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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