UFFICIO TRAFFICO

Interporto Bologna, sgominata banda che rubava semirimorchi

9 marzo 2015

Rubavano semirimorchi parcheggiati all'Interporto di Bologna, ma non disdegnavano anche trailer fermi a Ozzano, alla Dogana di Campogalliano, nella zona industriale di Piacenza. O ancora a Frosinone, Ancona e Genova. E poi li riciclavano nel Napoletano. La “gang dei semirimorchi” era diventata da due anni il terrore dei camionisti che utilizzavano l’infrastruttura bolognese. Ma con l’operazione «Towed» la Polizia Stradale di Bologna, coadiuvata dai colleghi di Napoli, ha finalmente messo ai domiciliari 5 persone, di cui una con l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, denunciandone altre dieci. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti a Napoli e provincia, Sassuolo (Modena) e Castellarano (Reggio Emilia) L'accusa per tutti è di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato.
I colpi messi a segno dalla banda, composta da 23 persone, sarebbero 12, commessi tra febbraio e dicembre 2013 nel Centro-Nord Italia, per un bottino complessivo di 2 milioni di euro. La Polizia ha recuperato merce per circa 600 mila euro. Tra gli altri: quattro i furti compiuti presso l'Interporto bolognese, uno nella zona industriale di Ozzano (Bologna), due presso la Dogana di Campogalliano (Modena), due nella zona industriale di Piacenza.
Sui rimorchi sottratti si trovava di tutto: prodotti farmaceutici, televisori, pneumatici, polimeri plastici, ferro, detersivi. La gang, dopo aver disinnescato i sistemi di sicurezza degli accessi all'Interporto e gli antifurti dei trailer, agganciava con un trattore stradale il semirimorchio e lo trasferiva in un luogo sicuro.
Le indagini erano iniziate nel febbraio, 2013 in seguito a una denuncia da parte di una società di logistica attiva presso l'Interporto felsineo. Nella zona portuale di Napoli, a Casalgrande (Reggio Emilia) e a Carinaro (Caserta) sono stati sequestrati tre capannoni industriali dove veniva nascosta la merce I prodotti rubati finivano sul mercato napoletano, crocevia della ricettazione, alcuni pezzi, hanno spiegato gli investigatori, venivano acquistati e rivenduti anche da grosse catene della distribuzione.
Nel novembre 2013, a seguito del furto di un semirimorchio carico di prodotti farmaceutici nel Piacentino, erano già stati arrestati in flagranza tre malviventi della banda.

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