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«Il Sistri e gli altri danni per l’autotrasporto»: dalla seconda lettera di Genedani (Unatras) al governo

9 marzo 2015

Arriva la seconda lettera del presidente di Unatras, Amedeo Genedani, al governo. La prima, come si ricorderà, era partita all’indomani dell’elezione del nuovo presidente, successo a Paolo Uggè, per chiedere al ministro dei Trasporti un incontro urgente rispetto ad alcune criticità riscontrate nel settore. Ma a distanza di poco meno di un mese quella lettera non ha ricevuto risposta e così Genedani è tornato a prendere carta e penna per riscorrere nuovamente quelle che sono le principali questioni aperte dell’autotrasporto. L’elenco delle doglianze è preciso. Al primo posto compaiono tutte quelle difficoltà burocratiche prodotte dal passaggio di competenze dalle provincie alla motorizzazione, che finisce per produrre un «rimpallo di competenze di competenze tra i due enti» di cui le aziende di autotrasporto finiscono per essere «vittime».

Al secondo posto compare il cabotaggio illegale o il distacco di lavoratori da altri paesi dell’Unione, due fenomeni diffusi che mettono in difficoltà non soltanto il nostro autotrasporto, ma anche quello di altri paesi. Ma mentre in Germania e in Francia – si spiega nella lettera – stanno prendendo delle misure restrittive, in Italia non si è ancora affrontata la questione. Cosa che invece Unatras vorrebbe che il governo facesse.

Il terzo posto va a una tematica evergreen, un eterno ricorso dell’autotrasporto: il sistema Sistri. Molti infatti ricorderanno che con il decreto Milleproroghe è stato prorogato al 1 aprile 2015 il termine ultimo entro il quale non saranno applicate le sanzioni relative all’omessa iscrizione e al mancato versamento del contributo (art. 260 bis, comma 1 e 2 del D.Lgs 152/06). Decisione che – con capolavoro di sintesi – nella lettera di Genedani viene giudicata potenzialmente «dannosa» per migliaia di imprese.

Anche se su questo tema, in realtà, altre parole sono state spese in una precisa campagna di comunicazione, acquistando una pagina pubblicitaria su un quotidiano nazionale. Pagina titolata molto efficacemente «Pasticcioni» e in cui si citano tutti argomenti che servono a dimostrare che il sistema di tracciabilità dei rifiuti non funziona (evidenza posta a fondamento anche della nostra azione collettiva) e che di conseguenza sanzionare il mancato pagamento dei contributi è quanto meno contraddittorio. Da segnalare peraltro che mentre la lettera di Genedani è intestata semplicemente «Unatras», la pagina pubblicitaria anti-Sistri reca anche il logo di Anita. Segno che anche l’associazione presieduta da Thomas Baumgartner sull’argomento è scesa sul piede di guerra. Ma segno pure che di questo argomento – a proposito di eterni ricorsi – torneremo nuovamente a parlare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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