FINANZA E MERCATO

Per ancora due anni i vettori croati non possono fare cabotaggio in Italia

11 marzo 2015

Le aziende di autotrasporto croate, seppure il loro paese è diventato il 28° Stato membro dell’Unione europea il 1° luglio 2013, non possono effettuare trasporti di cabotaggio in territorio italiano. Lo stabilisce una circolare (n. 4807) emanata dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 5 marzo, sfruttando la possibilità prevista nel trattato di adesione della Croazia all’UE. In pratica la normativa prevede che dal momento dell’ingresso del paese nell’Unione ci sono due anni di esclusione dei vettori di quel paese dal cabotaggio. Trascorsi questi due anni ogni singolo Stato membro può chiedere di prolungare il periodo per altri due anni. Quindi, siccome il periodo transitorio iniziale terminerà il 30 giugno 2015, adesso l’Italia chiede, per quanto riguarda il suo territorio, di prolungare questo periodo fino al 30 giugno 2017. Ovviamente, se questa possibilità viene preclusa ai vettori croati che vengono in Italia, lo stesso varrà anche per quelli italiani che si recano in Croazia.

Ricordiamo che anche rispetto all’adesione all’UE di Bulgaria e Romania i trattati di adesione avevano previsto un analogo periodo transitorio che inizialmente doveva terminare il 31 dicembre 2009 e che poi venne prolungato fino al 31 dicembre 2011.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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