FINANZA E MERCATO

Mercato UE commerciali: continua a crescere

26 marzo 2015

L'ACEA, l’associazione dei costruttori europei, ha diffuso i dati relativi alle immatricolazioni di autocarri e bus del mese di febbraio 2015. Le statistiche relative ai 28 Paesi dell’Unione europea mettono in luce un buon trend di crescita generale: con 135.778 unità a febbraio il mercato è aumentato dell’8,3%; il risultato del bimestre registra un incremento dell’8%, con 278.376 unità. Le diverse categorie di peso presentano però conti che si discostano abbastanza da quelli generali, e in maniera differenziata. 

I veicoli commerciali leggeri sono cresciuti del 9,5%, arrivando a 112.593 unità registrate. I pesanti, cioè gli autocarri oltre le 16 tonnellate, sono stati 17.185, che significa una crescita dell’8,1%. I medi sono sempre meno e a febbraio ne sono state contabilizzate solo 3.863 unità, in diminuzione rispetto allo scorso anno, quando furono 4.737 (calo del 17,5%).

Il quadro generale europeo è poi ulteriormente variegato secondo i paesi. Le statistiche delle vendite di tutte le categorie assieme, vedono il mercato più grande (la Francia) arrivare a 32.580 veicoli, cioè il 4,2% in meno rispetto al febbraio del 2014 seguito dal mercato tedesco che è progredito soltanto dell’1%. Una crescita molto forte ha fatto segnare la Spagna, che con 12.478 unità ha incrementando le proprie vendite del 29,5% diventando il quarto mercato d’Europa, dietro Francia, Germania e Gran Bretagna, ma davanti all’Italia con 10.922 vendite e una crescita dell’8,7%.

La Germania realizza il grosso delle sue vendite nella categoria dei furgoni (autocarri sino a 3,5 tonnellate) in cui ha venduto 15.815 veicoli che rappresentano il 71% del totale (22.006). Anche in Francia i veicoli commerciali sono la fetta più grande delle vendite, con 29.300 unità su un totale di 32.580.

Diverso il panorama dei veicoli pesanti. Se il mercato complessivo dei Paesi dell’Unione è sostanzialmente in sintonia con la media europea (17.185 veicoli venduti, pari all’8,2% in più rispetto allo stesso anno), realtà importanti come la Francia e la Germania lamentano invece un sensibile calo, del 14,8% nel caso della Francia e del 9,3% per la Germania.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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