UFFICIO TRAFFICO

Lecco: denuncia penale ad autista (positivo all'alcol test) per manomissione del cronotachigrafo

2 aprile 2015

Cronotachigrafo alternato e positivo all’alcol test. Con questa pesante bilancio è tornato a casa ieri sera un autista – di cui non sono state diffuse le generalità – dopo essere stato sottoposto intorno a mezzanotte a un controllo da parte della Polizia.
Gli agenti, dopo aver inserito la loro scheda nel cronotachigrafo, ha fatto una stampa delle ultime giornate di attività dell’autista, dalla quale risultava che il veicolo era fermo già da tre ore. A quel punto lo stesso conducente ha subito ammesso di essersi occupato personalmente della manomissione, sistemando un potente magnete di qualche centimetro sul sensore del cambio, in modo da inibire le registrazioni del cronotachigrafo. E in effetti, dopo che gli agenti gli hanno chiesto di rimuoverlo, lo strumento elettronico è tornato a funzionare normalmente. Ma per i poliziotti quel tipo di comportamento – come peraltro accade sempre più spesso – visti pure i pericoli che comporta, va considerato come un atto penalmente rilevante, un’omissione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro, così come prevista dall’art. 437 del codice penale, che comporta una pena da 6 mesi a 5 anni, che diventano da 3 a 10 anni nel caso in cui dalla rimozione derivi effettivamente un infortunio. In più, applicando l’art. 179 del codice della strada è stata comminata una sanzione di 1.860 euro.

Ma i guai per il camionista non erano finiti. Perché a quel punto gli agenti hanno anche provveduto a sottoporre l’autista ad alcool test e - «per la prima volta in questa provincia», come hanno sottolineato gli stessi poliziotti – a dover contestare a un conducente professionale la guida in stato di ebbrezza. Non si sa quale fosse il tasso alcolemico, ma è certo che all’autista è stata ritirata la patente e gli sono stati decurtati 15 punti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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