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Franchini: «L'Albo è da chiudere!»; replica di Bagnoli: «Se ti dà noia, perché non esci?»

21 aprile 2015

Scorrono i giorni, spesso i mesi, in molti casi gli anni, ma il venticello della polemica che investe l’autotrasporto rimane sempre quello, alimentato sempre dagli stessi protagonisti. Anche stavolta, infatti, a suscitare nervosismi e qualche bordata è la presidente della CNA-Fita, Cinzia Franchini, accusata non soltanto di aver «bucato» il convegno organizzato dall’Albo durante il Transpotec di Verona, ma anche di aver diramato proprio nel corso dello stesso convegno un comunicato stampa in cui di fatto chiedeva alla politica di «chiudere l’Albo». A mostrarsi subito sgomenti sono apparsi sia il presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani, che sta tessendo colloqui ravvicinati con Franchini allo scopo di rafforzare un asse della rappresentanza artigiana, sia il vicepresidente del Comitato Centrale dell'Albo, Silvio Faggi, al quale la stessa presidente CNA-Fita aveva chiesto di essere tenuta al corrente sull’avanzamento dei lavori del sistema informativo e sulla realizzazione del database sulla responsabilità aziendale. Argomenti affrontati - per l'appunto - nel corso del convegno di Verona.

Molto più caustico e pungente, invece, il presidente di Fiap, Massimo Bagnoli, che ha definito «delirante» il comunicato firmato «Franchini», le ha diagnosticato una sorta di «sindrome da onnipotenza» che la portano a lanciare «strali dal suo piedistallo su cose che nemmeno conosce» e ha espresso come soluzione del caso «l'intervento di un medico, uno di quelli bravi, esperto nella cura del disturbo della personalità».

Ma soprattutto Bagnoli rinvia al mittente le provocazioni della Franchini e a lei, che invita la politica a chiudere l’Albo, rivolge una domanda che suona come un invito alla coerenza: «ma se le dà tanto disturbo, perché non esce lei dall’Albo?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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