LEGGI E POLITICA

Albo Autotrasporto alle Motorizzazioni: c’è l’accordo, ma molti i punti oscuri

27 aprile 2015

Il trasferimento delle funzioni per la gestione e cura degli Albi provinciali degli autotrasportatori dalle Province agli Uffici periferici del MIT è realtà. La Conferenza Stato Città Autonomie Locali, lo scorso 23 aprile, ha raggiunto un accordo per il trasferimento delle funzioni in applicazione del comma 94 della Legge di Stabilità 2014 e del relativo DPCM di attuazione dell’8 gennaio 2015, in corso di perfezionamento. Una normativa apparsa però da subito di difficile attuazione, perché prevedeva un complesso spostamento di funzioni, ma anche di personale e di risorse economiche, senza indicazioni specifiche. L’accordo prevede che, al fine di assicurare la regolare tenuta dell’Albo degli autotrasportatori, le Province e le Città Metropolitane, per un periodo di sei mesi decorrenti dalla data di pubblicazione del DPCM, continueranno nell'istruttoria delle pratiche avviate. Tuttavia, sin dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM, tutte le nuove pratiche dovranno essere presentate e lavorate dalle strutture decentrate del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Ciò premesso, restano ancora molti punti oscuri. Le competenze sull'iscrizione all'Albo non vengono svolte diffusamente sul territorio, come attualmente avviene tramite le Province, ma concentrate in pochissime sedi, vale a dire quelle costituite dalle Direzioni Generali Territoriali del ministero. Si tratta cioè di strutture interregionali che si occupano ciascuna di aree vastissime del Paese, cosa che va contro l’esigenza di semplificazione e di conferire maggiore rapidità ed efficacia all’azione amministrativa.

Poi ci sono le pratiche di iscrizione, variazione e via dicendo: dovrebbero essere sottoposte previamente al parere - non amministrativamente vincolante, ma, certo, politicamente difficilmente eludibile - di un Comitato interprovinciale in cui si ipotizza siedano assieme funzionari del ministero e rappresentanti delle Associazioni. Comitato che, oltretutto, agendo in modo gratuito, sarà difficile da convocare con la necessaria continuità e tempestività. Si rischia così che il passaggio delle competenze finisca per complicare e rendere più lungo e farraginoso per le imprese l'iter delle pratiche.

L’Albo suggerisce che sarebbe stato meglio lasciare agli Uffici Provinciali i compiti più concretamente amministrativi (come l’iscrizione nell'Albo, la redazione dell'elenco degli iscritti, la permanenza dei requisiti, le sospensioni, le cancellazioni e i provvedimenti disciplinari), riservando invece alle strutture interregionali i compiti del controllo della professione e lo stimolo al miglioramento delle imprese. Come andrà a finire? Difficile dirlo ora, speriamo però che sia un «film» non troppo lungo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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