FINANZA E MERCATO

Frodi fiscali nell'autotrasporto, si stringono le maglie dei controlli

7 maggio 2015

Vita dura per gli imbroglioni dell’autotrasporto. Dall’inizio dell’anno Guardia di Finanza, Fiamme Gialle ed Agenzia delle Dogane hanno infatti intensificato la loro attività di contrasto alle frodi fiscale del settore, mettendo a segno parecchi colpi importanti contro chi infrange la legge in materia.

Ultimo caso Pescara, dove i funzionari della locale Agenzia Dogane hanno accertato una frode relativa alle agevolazioni fiscali nell’autotrasporto, realizzata attraverso indebite autocompensazioni con modello F24, per un importo di 714mila euro. In sostanza, un autotrasportatore aveva denunciato consumi di gasolio superiori a quelli effettivamente acquistati e utilizzati, accumulando così un credito al quale non aveva diritto per l’importo citato. L’Agenzia ha dato comunicazione del reato alla competente Procura della Repubblica.

Ma non è una vicenda isolata. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato del caso Grissitalia, con le false fatturazioni di una ditta di autotrasporto effettuate nei confronti dell’azienda di Valle San Bartolomeo.

C’è poi l’episodio della Gambino Group di Palermo, accusata di frode e concorrenza sleale sulla compravendita del gasolio. Il carburante, secondo le Fiamme Gialle siciliane, veniva acquistato da due anni in nero, dalle classiche autobotti senza alcun tipo di marchio identificativo che contengono gasolio derivato da filtraggio povero, con un abbattimento dei costi del 30-40%. Il 90% del gasolio veniva utilizzato presumibilmente per i mezzi dell'azienda stessa e il restante veniva venduto, sempre in nero, anche a pompe di benzina della città. L'evasione fiscale è stata calcolata in circa 2 milioni e 300 mila euro.

Ricordiamo anche il caso del titolare di un’azienda di trasporti di Livorno indagato per distacco abusivo di autisti. In una flotta con 61 autisti, 57 provenivano dall’Europa dell’Est e lavoravano per l’azienda toscana, anche se formalmente risultavano assunti da due società di comodo con sede in Portogallo, a Lagoa. In questo modo i contributi per ogni dipendente da destinare a Inps e a Inail non erano stati versati dal 2007 al 2013: frode quantificata dalla Guardia di Finanza di Livorno in circa 1,5 milioni di euro.

La stretta degli organi di controllo non può che essere salutata con soddisfazione dagli autotrasportatori onesti che pagano le tasse fino all’ultimo euro. Con la sola postilla che, mentre i frodatori professionisti vanno severamente repressi, si dovrebbe guardare con maggiore indulgenza a chi, schiacciato da una crisi che non vuole passare e da una pressione fiscale elevatissima, omette piccoli pagamenti o fa errori tributari trascurabili.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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