LEGGI E POLITICA

A rischio i 400 milioni per l’autotrasporto

10 novembre 2011

Qual è la frase più abusata di questo squarcio di 2011? È facile: siamo sull’orlo del baratro. Perfetto e per fare un passo indietro l’Europa ci chiede di approvare delle misure. Sì, quelle della famosa lettera inviata dal governo a Bruxelles e che dovrebbe essere attuata con la legge di Stabilità in approvazione in Parlamento. Cosa c’entra tutto questo con l’autotrasporto? C’entra perché nella legge di Stabilità, per decisione del Consiglio dei ministri di qualche settimana fa, erano anche previsti i 400 milioni che lo Stato stanziava per il sostegno del settore. Gli stessi dello scorso anno a dire il vero, ma quest’anno con i tempi che corrono pesano molto di più. Ebbene, è stato approvato un emendamento a questa legge, che vede firmatari cinque senatori del PD (Ferrante, Della Seta, De Luca, Di Giovan Paolo e Muzzucconi) che di fatto trasferirebbe la cifra stanziata per l’autotrasporto al trasporto pubblico locale.
Evitiamo commenti, che magari qualche pendolare potrebbe male intendere, e andiamo al nocciolo politico della vicenda. È certo infatti che lo Stato ha bisogno di soldi e che saranno richiesti sacrifici a tutti, a prescindere da chi sarà l’inquilino di Palazzo Chigi. Ma esiste una qualche correlazione tra l’approvazione dei costi minimi di sicurezza e questo emendamento? O per meglio dire, è possibile che domani il Parlamento, sulla base di una normativa che ormai garantisce gli autotrasportatori rispetto a operazioni di dumping, non possa essere indotto a chiedere a questi stessi autotrasportatori un sacrificio in più? Domande lecite, soprattutto di questi tempi. Ragion per cui, a maggior ragione, i costi minimi vanno considerati non un’opportunità, ma una necessità. Lo dice la legge, ma in fondo lo dicono anche i bilanci. Oggi e forse ancor più domani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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