UFFICIO TRAFFICO

Ditte di trasporto merci importavano cocaina e la stoccavano in generatori di corrente

3 giugno 2015

Sulla carta erano aziende di trasporto merci. All’atto pratico però risultavano esperte soprattutto nell’export e negli imballaggi, anche se di queste attività non lasciavano traccia. La merce oggetto di questi traffici era infatti cocaina pura importata dal Sudamerica. Per spiegare l’imballo bisogna invece fare una piccola marcia indietro.

Qualche settimana fa i carabinieri di Roma effettuano una serie di controlli su aziende di trasporto e così si sono imbattuti con merce importata dal Sudamerica in maniera un po’ strana, senza indicazione del destinatario finale. A quel punto, insospettati, hanno messo sotto sopra l’azienda per trovare qualcosa di anomalo. Fino a quando non si sono imbattuti con un generatore di corrente, apparentemente normalissimo, che ha suscitato però la curiosità degli inquirenti a causa di alcune strane saldature esterne. In effetti, verificando meglio, si accorgono che il corpo del generatore è pieno di… merce: 100 grammi di cocaina. A quel punto il nucleo investigativo della capitale porta avanti ulteriori indagini per appurare la provenienza di quello strano contenitore. E così appura che effettivamente tre «presunti» generatori sono arrivati in Italia via mare per raggiungere, oltre che l’azienda romana, un’altra azienda di trasporti di Forlì. Così sono partiti a colpo sicuro: nel centro di stoccaggio delle merci i carabinieri hanno trovato gli altri due generatori della partita sequestrando altri 500 chili di cocaina, per un valore commerciale di circa 20 milioni di euro

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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