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5 giugno: anche gli pneumatici ricostruiti fanno festa all’Ambiente

5 giugno 2015

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente Airp comunica che nel 2014 la ricostruzione degli pneumatici ha consentito di non immettere nell’ambiente 31.000 tonnellate di pneus usati. 

La ricostruzione degli pneumatici, nel 2014, ha consentito di non immettere nell'ambiente 31.075 tonnellate di gomme usate portando un notevole beneficio per la collettività. Airp, l'Associazione Italiana dei Ricostruttori di Pneumatici, comunica ufficialmente questo dato importante in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente promossa dalle Nazioni Unite nel 1972 e che ogni anno si celebra il 5 giugno.

Un risultato ottenuto nonostante le vendite del ricostruito in Italia abbiano registrato cali importanti (-11% nei primi quattro mesi del 2015). A crescere sono invece le aziende cinesi produttrici di gomme che costano pochissimo, non sono ricostruibili o riciclabili, fanno pochi chilometri e hanno un’alta resistenza al rotolamento – e quindi consumano molto gasolio.

Ogni anno nell’Unione Europea la sostituzione degli pneumatici degli autoveicoli genera milioni di gomme da smaltire a cui se ne aggiungono altre derivanti da veicoli a fine vita. Lo smaltimento di pneumatici usati ha un forte impatto ambientale, occorrono infatti un centinaio di anni perché un pneumatico immesso nell’ambiente si deteriori completamente. La ricostruzione consente di salvare circa il 70% dei materiali originali dello pneumatico ed evita l’immissione nell’ambiente di molte e molte tonnellate di pneumatici ogni anno.

Oltre ai benefici ambientali la ricostruzione consente anche un ingente risparmio economico, lo scorso anno 2014 la ricostruzione ha consentito al nostro Paese di risparmiare 107,2 milioni di litri di petrolio e agli utilizzatori di pneumatici ricostruiti di risparmiare 279,1 milioni di euro.

E la valenza ecologica dei ricostruiti è stata anche riconosciuta dal legislatore italiano che ha stabilito l’obbligo per le flotte pubbliche di riservare almeno una quota pari al 20% degli acquisti di pneumatici di ricambio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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