LEGGI E POLITICA

Un settore in perenne attesa di giudizio: l'autotrasporto al TAR per difendere i costi di riferimento

8 giugno 2015

L’autotrasporto è un settore in perenne attesa di giudizio. Non era ancora terminata la lunga stagione processuale dei costi minimi della sicurezza, iniziata davanti al TAR Lazio, proseguita addirittura in Lussemburgo davanti alla Corte di Giustizia europea e poi di nuovo atterrata sotto al vaglio della Corte Costituzionale quasi tardivo (nel senso che la legge relativa, ormai, era scomparsa, ma restava – e in parte ancora resta – da capire l’esito dei procedimenti in corso), che già se n'è aperta una nuova e tutta da scoprire. Anche stavolta il motivo del contendere sono i costi, ma quelli di esercizio dell’impresa di autotrasporto, che il ministero è chiamato a definire seppure, in base a quanto disposto dalla legge di Stabilità del 2015, non sono più un obbligo a cui le aziende devono attenersi, ma un valore di riferimento, utili però per tener  conto  dei «principi di adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale», così come richiesto dalla normativa.

Senonché appena la committenza ha sentito nell’aria un odore di revival, appena anche sul nostro sito si è ipotizzato che le Camere di Commercio potessero raccogliere tali riferimenti e quindi renderli usi e consuetudini (che sono, dopo leggi e regolamenti, una fonte del diritto), si è subito cautelata tornando a battere la strada del tribunale. Meglio, del Tribunale amministrativo del Lazio a cui si sono rivolti Federdistribuzione e ANCD proprio per chiedere la cancellazione dei costi in questione.

Ma siccome esiste una grande fetta dell’autotrasporto – come ha spiegato il presidente di Unatras, Amedeo Genedani – è convinta che «i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio» vadano difesi «con tutti i mezzi possibili» e «in tutte le sedi… perché sono un segno di civiltà economica ed inoltre la loro esistenza dimostra la grande importanza che hanno per regolare il mercato», ecco che al TAR a  contrapporsi alla committenza ci saranno sei associazioni aderenti a Unatras: Confartigianato Trasporti, Fai, Assotir, Unitai, Fiap e Sna Casartigiani.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, queste associazioni hanno conferito all’avvocato Stefano Zunarelli di Bologna l’incarico di difesa nel giudizio.

Genedani ha anche spiegato l’iniziativa con il senso del dovere sentito dalle associazioni di «difendere con tutti i mezzi possibili le imprese di autotrasporto», ma anche con la volontà di far sopravvivere «un profondo sentimento di onestà intellettuale che sappia distinguere il concetto di “costo” da quello dei “prezzo”».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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