LEGGI E POLITICA

Senato approva omicidio stradale: pene più severe per i trasportatori

11 giugno 2015

Carcere da un minimo di 8 a un massimo di 12 anni, che salgono a 18 in caso di omicidio plurimo. Ma se si tratta di un trasportatore la pena si applica anche con tassi alcolemici superiori a 0,8 grammi per litro, invece che all’1,5 previsto per gli altri utenti della strada.

A distanza di quasi due anni dalla presentazione della proposta di legge, il Senato ha approvato il DL che introduce il reato di omicidio stradale nel Codice Penale, con alcune modifiche rispetto al testo licenziato il 20 maggio scorso dalla Commissione Giustizia. I voti a favore sono stati 163, gli astenuti 65 e i contrari due.

In particolare, il nuovo reato prevede la pena del carcere (8-12 anni) per chi «ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica (con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro – ndR) o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope… cagioni per colpa la morte di una persona». In caso di fuga del responsabile dopo l’incidente mortale, la pena potrà arrivare a un massimo di 18 anni nel caso in cui a perdere la vita sia una persona, a un massimo di 27 anni in caso di omicidio plurimo.

Dal testo però escono pene ancora più pesanti per gli autotrasportatori. L’attenuante per cui il tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, ma inferiore a 1,5 g/l comporti pene leggermente più basse (da 7 a 10 anni) non si applica infatti ai neopatentati e ai conducenti professionali.

Le stesse pene sono previste per chi, pur sobrio, provoca la morte di una persona viaggiando a velocità doppia del consentito in centro urbano (comunque non inferiore a 70 km/h) oppure su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima.

L’eccesso di velocità è peraltro l’unica fattispecie prevista. Un emendamento dell’opposizione ha escluso che si parli di omicidio stradale in caso di morte per attraversamento del semaforo rosso, inversione del senso di marcia o sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale (in questo caso si tratterà di omicidio colposo).

Se si provocano lesioni, la pena scende fino a un massimo di 4 anni nel caso in cui sia coinvolta una sola persona, fino a 7 anni nel caso di più persone. In questo caso è rimasta la previsione di passaggio con il rosso, circolazione contromano, inversione del senso di marcia in presenza di intersezione, curve o dossi, sorpasso in presenza di un attraversamento pedonale.

Come pena accessoria è prevista la revoca della patente da 5 a 30 anni.

Intanto i partiti politici, gli enti territoriali e le associazioni promotrici di una legge di iniziativa popolare per l’introduzione del reato di omicidio stradale (ASAPS - Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni) hanno espresso soddisfazione per l’approvazione, che sostanzialmente accoglie tutti i punti principali che venivano richiesti dall’iniziativa popolare.

Ora il provvedimento passa all’esame della Camera. Non è escluso che Montecitorio introduca ulteriori modifiche, rendendo quindi necessario un secondo passaggio a Palazzo Madama.

Improbabile, dunque, che l’iter legislativo si concluda prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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