LEGGI E POLITICA

FILT-CGIL denuncia i trucchetti della logistica per approfittare degli sgravi sulle assunzioni

17 giugno 2015

Da pochi mesi il Jobs Act è entrato in vigore e già vengono segnalate trucchetti per approfittarsi dei “buchi” della nuova normativa, specie nel settore logistico.

La denuncia proviene da Michele de Rose, segretario generale di Filt Cgil Emilia, e Antonio Mattioli, responsabile politiche contrattuali segreteria Cgil Emilia Romagna.

«Al di là della contrarietà espressa da CGIL nel merito del provvedimento, perché non produce nuova occupazione aggiuntiva – spiegano i due esponenti sindacali in un comunicato - ecco che iniziano a comparire vere e proprie distorsioni, che a nostro avviso dovrebbero essere considerate come truffe ai danni dell'erario».

Secondo Filt Cgil il problema sono gli sgravi fiscali (fino a 8.000 euro all'anno per 3 anni) concessi alle imprese che rendono stabile l'occupazione, generandone nuova con l'unica condizione che il lavoratore non abbia un contratto a tempo indeterminato nel corso degli ultimi sei mesi. «Diverse aziende – spiega il sindacato - propongono ai lavoratori, stabilmente occupati anche con contratti a tempo indeterminato, di licenziarsi, magari con un piccolo incentivo. Gli stessi vengono riassunti il giorno successivo da una nuova azienda, che lavora negli stessi cantieri e svolge le stesse attività, ma questa volta con un contratto a termine di sei mesi, con l'impegno che al termine dei sei mesi verranno tutti assunti a tempo indeterminato».

Trascorsi i sei mesi, dunque, le aziende, generalmente tutte nuove, avranno “ripulito” i lavoratori e chiederanno di accedere ai famosi sgravi fiscali, senza aver creato alcuna nuova occupazione. Insomma «un giochino, facilmente prevedibile visto lo stato di una parte dell'imprenditoria italiana, con il quale i soliti furbetti tentano di sottrarre risorse al paese… senza reinvestire in nulla».

Filt Cgil chiede in conclusione agli organi preposti alla vigilanza di intervenire immediatamente: «Riteniamo necessario contrastare gli effetti devastanti di una norma che, oltre a non favorire nuova occupazione, penalizza chi sta lavorando».

 

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