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Un Actros senza alcun «Rivale»

23 giugno 2015

Dal Brutale al Rivale: la partnership tra la filiale italiana di Mercedes-Benz e l’italiana MV Augusta scrive una seconda puntata. Sobria, elegante, esclusiva. Dedicata a chi anche lavorando non riesce a mettere da parte la passione

Camion e moto, in teoria, sono quanto di più distante si possa immaginare: il primo serve per lavorare,l’altra è il simbolo del tempo libero, di quel senso di libertà che ti monta dentro quando giri la manopola dell’acceleratore. Eppure, c’è almeno un caso in cui queste due tipologie di veicolo si possono stringere la mano. E così camion e moto si avvicinano in virtù della stessa passione, quella passione a cui si è ispirata la Stella per il «Rivale», una dedica speciale al mondo delle due ruote. Anzi, pardòn, al mondo esclusivo di MV Augusta, lo storico marchio italiano con cui la più grande delle Stelle (per dimensione veicolare, ovviamente) collabora attivamente da quando è entrata (con l’acquisizione di un pacchetto azionario) nell’orbita dell’universo Daimler. 

Una prima puntata di avvicinamento alle due ruote c'era stata lo scorso anno, qualcuno lo ricorderà, con il «Brutale» che sfoggiava tocchi di design e originali cromature di Acitoinox. Ora, la stessa squadra concede il bis con il «Rivale», mostrato in anteprima a Misano in occasione della tappa italiana del Truck race.

Si tratta veramente di un camion senza rivali, a partire da quel motore OM 473 che gira sotto alla cabina sprigionando ben 630 cv. Potenze per emozioni forti, un po’ come i 125 cv che tira fuori l’800 cc della moto italiana.

Ma i principali parallelismi tra i due veicoli sono soprattutto estetici, derivati dalle medesime linee – tese e convergenti – adottate da entrambi o da una serie di accessori sparsi qua e là. Come i terminali circolari dell’Actros Rivale fortemente ispirati al triplice scarico di MV Agusta, vero e proprio marchio di fabbrica della Casa di Schiranna. Oppure i cerchi posteriori che riprendono stilisticamente il monobraccio posteriore della moto, grazie a un inedito e originale coprimozzo a sei razze.

E anche quando si entra in cabina il gioco di legami non manca, alimentato da una serie di dettagli unici nella plancia o dal logo «Rivale» – scritto con gli stessi caratteri con cui campeggia sul serbatoio della moto – che impreziosisce i poggiatesta in pelle. Dettagli sempre sobri, internamente anche eleganti, che intendono trasmettere quel carattere un po’ sostenuto che produce l’esclusività. E questo carattere complessivo traspare con evidenza soprattutto negli inserti cromatici, che non luccicano com’è tradizione, ma generano riflessi cangianti al variare delle condizioni climatiche essendo realizzate in uno speciale acciaio Super Mirror Black.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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