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Quanto costa alle singole aziende la stangata "spese non documentate"? Ecco i conti della CGIA Mestre

13 luglio 2015

Se tutto rimanesse così le circa 62.000 piccole aziende di autotrasporto italiane (pari al 70% circa del totale del settore) avrebbe un carico fiscale maggiorato di una cifra oscillante tra gli 8.100 e i 13.600 euro. A calcolarlo è la CGIA di Mestre, secondo la quale con il taglio di 126 milioni di euro delle deduzioni forfetarie per spese non documentate, i piccoli trasportatori di merci in conto terzi saranno chiamati a corrispondere un carico fiscale aggiuntivo dello stesso importo. Ma soprattutto, siccome le deduzioni per le spese non documentate interessa soltanto le aziende più piccole, quelle con ricavi annui non superiori a 400.000 euro, nei calcoli della CGIA un “padroncino” che opera all’interno della Regione di residenza e in quelle confinanti (ma oltre il Comune in cui ha sede l’impresa), il risparmio fiscale scenderebbe dai 56 euro previsti nel 2014 ai 18 euro di quest’anno (-38 euro al giorno a viaggio che corrisponde al -68%). Se, invece, l’azienda trasporta le merci fuori dalle Regioni confinanti, il beneficio fiscale scenderebbe da 92 euro previsti l’anno scorso a 30 euro di quest’anno (-62 euro al giorno a viaggio pari al -67%). Infine, per i piccoli padroncini che lavorano all’interno dell’area comunale di residenza, la deduzione passerebbe dai 19,6 ai 6,3 euro (-13 euro al giorno a viaggio pari al – 68%).

Inoltre, la CGIA ricorda che la stragrande maggioranza delle imprese coinvolte da questa misura è senza dipendenti e quindi non usufruisce nemmeno dei vantaggi fiscali introdotti dal Governo per l’anno in corso in materia di riduzione dell’Irap, grazie alle maggiori deduzioni concesse ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato. Secondo la CGIA, con questa riduzione dei vantaggi fiscali il Governo rischia di dare il colpo di grazia a questo settore che da anni versa in gravi difficoltà. E per giustificare questa affermazione ricorda uno studio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2013 in base al quale l’Italia presenta il costo di esercizio per chilometro più alto d’Europa: se da noi è pari a 1,60 euro, in Austria è di 1,57 euro, in Germania 1,55 euro, in Francia 1,52 euro, in Slovenia è di 1,26 euro, in Ungheria di 1,08 euro, in Polonia di 1,07 euro e in Romania è addirittura di 0,93 euro. E questa fotografia teneva conto delle deduzioni di allora. Poi dal 2013 il sostegno dello Stato alle aziende è andato scemando e dai 330 milioni si è passati ai 250 di quest’anno e in più, adesso, arriva la doccia gelata delle spese non documentate. E di conseguenza quel divario a noi sfavorevole è andato addirittura aumentando...

 

LE DEDUZIONI FORFETARIE PER SPESE NON DOCUMENTATE

Trasporti effettuati dall'imprenditore       periodo di imposta                         riduzione
                                                                2013          2014                           euro     %

Nel Comune in cui ha sede l'impresa         19,60       6,30                         -13         -68

Oltre il Comune in cui ha sede impresa
ma in Regione e in quelle confinanti         56,00        18,00                        -38         -68
Oltre la Regione e in quelle confinanti     92,00          30,00                        -62         -67

Elaborazione Ufficio Studi CGIA 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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