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PRA addio, arriva il documento unico di circolazione: ecco cosa cambia

20 settembre 2015

Il decreto ancora non c’è, ma è pronto per essere emanato dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, entro la fine di ottobre. Contiene la storica abolizione, dopo 90 anni di onorato servizio, del Pubblico registro Automobilistico (PRA). La riforma partirà dall'inizio del 2016 e vedrà l’entrata in campo di una nuova Agenzia per il Trasporto Stradale che avrà sede a Roma e risponderà direttamente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In pratica gestirà tutte le pratiche legate al rinnovo e al rilascio delle patenti, ai tributi e ai passaggi di proprietà, ai fermi amministrativi e all’omologazione dei veicoli.

Per gli utenti della strada però il grande cambiamento avverrà soltanto dal 1° luglio 2016, quando il certificato di proprietà andrà in pensione per essere  sostituito dal documento unico di circolazione, che ingloberà anche la carta di circolazione e in pratica sarà un attestato contenente anche i dati inerenti alla proprietà del mezzo e al suo stato giuridico. Il suo costo sarà di 29 euro, facendo risparmiare circa 39 euro di burocrazia. Poca cosa si dirà, visto che mediamente, a seconda dei veicoli, queste pratiche costano anche più di 1.000 euro. Ma d’altra parte i compensi di Motorizzazione e PRA sono soltanto una parte contenuta del costo complessivo delle pratiche, assorbito per la componente maggiore dalla Imposta Provinciale di Trascrizione, che rimane tale e quale. Anche se, viene da pensare, dovrebbe per lo meno modificare il nome e le casse di destinazione se e quando le provincie saranno abolite.

In compenso per le casse pubbliche, la fine del doppio archivio e la conseguente semplificazione burocratica dovrebbe portare maggiori risparmi. Anche perché l'Agenzia, composta da un direttore generale, da un comitato di indirizzo composto da quattro membri, da un collegio dei revisori dei conti e da personale trasferito dal ministero dei Trasporti, non dovrà comportare nuovi oneri alla finanza pubblica. In pratica i costi del nuovo ente dovrebbero essere pagati tramite gli introiti derivanti dalla sua attività.

A questo punto è scontato che l’ACI, che fino a ieri gestiva il PRA, dovrà non soltanto trasferire tutte le informazioni utili alla nascente Agenzia, ma dovrà anche rivedere le sue funzioni e ridurre il proprio personale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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