LEGGI E POLITICA

Delrio: "Le aziende di autotrasporto irregolari non si combattono con nuove regole"

13 ottobre 2015

"La sfida globale non si può affrontare da soli, il sistema deve imparare a cooperare, bisogna ragionare in termini di rete e non di singoli utenti della rete". E' l'appello lanciato dalla tribuna del Forum Intrenazionale Conftrasporto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, che ha anche spiegato che a gestire la rete deve essere la politica, chiamata a fare precise scelte. "Se oggi l'Italia subisce un ritardo infrastrutturale - ha spiegato il ministro - è perché sono mancate le scelte strategiche, quelle in grado di guardare avanti e di cogliere anche in prospettiva i progressi tecnologici e di fissare anche le priorità". Delirio ha esemplificato questo concetto spiegando che la realizzazione di una tangenziale cittadina è per forza secondaria rispetto al collegamento ferroviario di un'area industriale con un nodo logistico. Perché la connessione ferroviaria dei porti e degli interporti è assolutamente centrale ("Con la situazione attuale - ha ammesso Delrio - di venti interporti funzionano praticamente in quattro"), così come lo è la realizzazione dei quattro corridoi europei che attraversano l'Italia e che rappresentano per il paese una grandissima opportunità perché è l'unico ad averne così tanti. "Che la Torino-Lione o il potenziamento del Brennero vadano realizzati è certo: abbiamo preso impegni europei e non vogliamo più discuter sull'opportunità o meno di doverli realizzare". Peraltro, ha ricordato il ministro, l'Italia ha anche ottenuto dall'Europa 800 milioni per la prima infrastruttura e 1,2 miliardi per la seconda.
Ma oltre a questa pianificazione strategica l'Italia ha anche bisogno - ha proseguito Delrio - di una semplificazione burocratica e normativa. È per questo che il codice degli appalti, che proprio ieri ha avviato il suo iter in Parlamento, è ispirato da due principi di base: drastica semplificazione e accettazione delle regole europee. "Non abbiamo bisogno di ulteriori regole - ha spiegato Delrio - quelle europee sono già abbastanza". E poi facendo espresso riferimento all'autotrasporto ha anche aggiunto che "non si può pensare di lottare contro le imprese irregolari, ricorrendo a ulteriori regole, perché in questo modo le aziende regolari finiscono per provare frustrazione e fatica, mentre quelle irregolari trovano in fretta il modo per aggirarle". E invece, ha concluso Delrio, il governo ha bisogno delle imprese sane, ha bisogno di facilitare il loro lavoro perché genera ricchezza per il sistema, ha bisogno di comprendere le loro esigenze, perché "soltanto ascoltando il malato il medico può scegliere la giusta medicina".

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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