LOGISTICA

La vitalità delle spedizioni: 1.750 imprese fatturano 14 miliardi di euro

1 dicembre 2015

È di 14 miliardi di euro il fatturato complessivo generato nel 2014 dalle 1.750 aziende di spedizioni attive in Italia (1.500 associate a Fedespedi) che danno lavoro a circa 30.000 addetti diretti e versano nello casse dello Stato per diritti doganali dei propri clienti ben 14,9 miliardi di euro (12,9 miliardi di euro di IVA e 2 miliardi di euro di dazi).

È quanto emerge da “Fast Forwarding Italy”, lo studio elaborato dal C-log - Centro di Ricerca sulla Logistica dell'Università Cattaneo-LIUC per conto di Fedespedi e presentato ieri mattina a Milano nel corso dell'Assemblea annuale della federazione. Un dato che fa riflettere soprattutto se si pensa che questi 14 miliardi pesano per circa il 20% sull’intero settore dei trasporti e della logistica, ma a generarlo sono appena 1.750 imprese delle 100.000 attive nell’intero comparto. E soprattutto lo generano a beneficio di altri. Di quei 14 miliardi, infatti, 12 diventano indotto spalmato lungo la supply chain e quindi finiscono ad alimentare fornitori diversi, autotrasportatori ovviamente, ma anche compagnie marittime e aree, ecc.

Tutti questi numeri però non deve trarre in inganno rispetto alle dimensioni aziendali. Anche le spedizioni, infatti, sono un comparto animato essenzialmente da piccole medie imprese (l’86% delle aziende fattura fino a 10 milioni di euro, mentre solo il 2% supera i 50) con forti specializzazioni merceologiche. Nel 75% dei casi hanno sede nel Nord Italia (Milano, in particolare, seguita da Genova, Livorno e Venezia e, a ruota, le capitali della manifattura come Bologna, Brescia, Firenze e Vicenza).

Altre informazioni da sottolineare emerse nella ricerca riguardano la preponderanza dell’export sull’import e la localizzazione dei mercati di sbocco che sono principalmente Asia, Medio Oriente, Nord America e Centro Sud America e la tipologia di merci movimentate, relative principalmente al settore meccanico, dall’automazione e dall’automotive, seguite dal tessile, dall’abbigliamento e dalle calzature.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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