LEGGI E POLITICA

Uggè: "Subordinare l’esportazione dei veicoli alla loro reimmatricolazione estera è un autogol"

10 dicembre 2015

Sarà capitato a tutti di incrociare con sempre maggiore frequenza veicoli con targa straniera. In effetti c’è un commercio imponente, che però comporta anche sacche critiche, viste che spesso questi veicoli non pagano il bollo auto in Italia, spesso riescono a evitare le sanzioni amministrative nazionali e sempre spesso pagano premi assicurativi in altri paesi creando difficoltà in caso di sinistro.

La Legge di stabilità approvata dal Senato e ora in discussione alla Camera cerca di prendere di petto il problema andando a modificare l’art. 103 del Codice della Strada e subordinando l’esportazione dei veicoli alla loro reimmatricolazione estera. La cosa ha sollevato da parte dei rappresentanti della filiera automotive un coro di critiche, espresse tramite una missiva inviata al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, al Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, al Sottosegretario per le politiche europee On.le Sandro Gozi, nonché al Presidente della Commissione Bilancio della Camera On.le Francesco Boccia e ai Relatori del Provvedimento On.li Fabio Melilli e Paolo Tancredi.

Anche Confcommercio, tramite il vicepresidente Paolo Uggè, “fa proprio questo grido d’allarme”. Uggè spiega che la disposizione in questione, seppure giustificata dal “condivisibile obiettivo dichiarato di contrastare i fenomeni illegali, può in realtà inferire un indesiderato ulteriore duro colpo al mercato dei veicoli usati, subordinando la loro esportazione alla reimmatricolazione estera, da documentare con adempimenti burocratici irrazionali e in contrasto con il principio europeo della libera circolazione delle merci”. Secondo Uggè sarebbe meglio – così come richiesto da diversi emendamenti proposti – “promuovere l’effettiva tracciabilità della vendita estera del veicolo, senza bloccare le attività regolari di imprese e cittadini”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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