UFFICIO TRAFFICO

Quando il sonno diventa più pericoloso della nebbia

14 dicembre 2015

Le prime luci dell’alba, ormai da qualche settimana, si accendono in molte zone della penisola avvolte da un fitto strato di nebbia. E con la nebbia arrivano anche gli incidenti. I più frequenti si registrano intorno alle 6, quando insieme alla nebbia sale anche un certo torpore che espone al rischio di assopirsi. È quanto dev’essere accaduto a un autista di un camion in transito lungo il tratto veneto della A4, tra i caselli di Portogruaro e San Stino, finito fuori strada in maniera per fortuna abbastanza soft, all’interno di un piccolo fossato appena oltre la carreggiata. Il conducente – un veneziano di 50 anni – ha riportato soltanto qualche ferita, anche se la paura è stata tanta.
Un piccolo caso di cronaca che serve a ricordare che la vigilanza, nell’arco delle 24 ore, procede in maniera non lineare: si abbassa enormemente nelle ore notturne e dopo le 14 (non necessariamente a causa del pasto), ma anche alle prime ore del mattino, quando la temperatura corporea, dopo la discesa notturna, torna a rialzarsi. Alle 11 e alle ore 19 circa, invece, ci sono i momenti più vigili.
Sono considerazioni generali, che poi possono cambiare nei singoli soggetti. Però, quando ci si trova nelle fasce orarie a rischio e si sente la palpebra più pesante sarà meglio agire di conseguenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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