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Stima Aci-Istat: cresce la mortalità stradale. Aperto un portale con le statistiche dei sinistri

28 dicembre 2015

È nato www.lis.aci.it, il portale realizzato dall’ACI che consente a tutti di consultare i dati annuali relativi agli incidenti che si verificano sulle strade del nostro Paese e la loro localizzazione sulla rete viaria principale.

Nel nuovo portale sono contenute due tipologie di dati: le statistiche degli incidenti stradali consultabili a livello di unità amministrativa (Italia, Regioni, Province); i focus delle statistiche sulla rete viaria principale, cioè autostrade (comprese tangenziali, raccordi, diramazioni e trafori), strade di interesse nazionale e le strade regionali e provinciali precedentemente gestite dall’Anas.

Diventa così consultabile il numero di incidenti totali, mortali, il numero di morti e feriti, i veicoli coinvolti per categoria macro (auto, veicoli merci, bus, bici, moto ecc), le persone coinvolte per classe di età, sesso, ruolo (conducenti, trasportati, pedoni) ed esito (morti, feriti o incolumi), le categorie di strada (autostrada, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie, strade urbane, ecc).

Nella sezione dedicata alla localizzazione per ogni chilometro di ciascuna strada presa in esame è riportato il numero di Incidenti, incidenti mortali, morti e feriti registrato nell’anno di riferimento e nei due anni precedenti; in relazione solo all’ultimo anno, invece, è riportato il numero di incidenti che coinvolgono veicoli per trasporto merci (VCI) e di quelli che coinvolgono veicoli a due ruote a motore (2R), con una suddivisione del numero di incidenti per tipologia. Inoltre, per ciascuna strada e solo a livello provinciale, è possibile accedere alle distribuzioni degli incidenti secondo le variabili: comune, mese, giorno della settimana, ora, tipologia del luogo di accadimento dell’incidente, tipologia incidente.

Intanto, nei primi sei mesi dell’anno che sta per concludersi, sono stati poco meno di 85 mila gli incidenti stradali con lesioni a persone avvenuti in Italia. Prosegue così il trend positivo di riduzione del numero degli incidenti (-2,9%) e dei feriti (-3,8%) ma torna a crescere - seppure in modo contenuto - la mortalità (+1%), con conseguente allontanamento dall’obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime della strada entro il 2020.

Nel periodo gennaio-giugno 2015, sulla base dei primi dati disponibili, si stima che in Italia si siano verificati precisamente 84.994 sinistri stradali con lesioni a persone (erano 87.530 nel primo semestre 2014), che hanno causato 1.596 morti (contro i 1.580 nel primo semestre 2014) e 119.599 feriti (che nel primo semestre 2014 erano 124.383).

Dalle stime preliminari emerge che nel primo semestre 2015 si sarebbero verificati il 76,1% degli incidenti e il 47,4% dei morti, con un incremento delle vittime del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Sul fronte opposto, invece, autostrade e strade extraurbane che hanno entrambe ridotto del 4,1% i livelli di mortalità riscontrati nel primo semestre 2014.
L’indice di mortalità (morti ogni 100 incidenti) sulle strade urbane nel periodo gennaio-giugno 2015, infine, è in crescita risultando pari a 1,17 nel periodo considerato contro l’1,06 del primo semestre 2014, mentre quello calcolato sulla viabilità autostradale, sempre in base ai dati preliminari, scende da 3,34 a 3,14 vittime ogni 100 incidenti e quello relativo alla rete extraurbana risulta di 4,42 morti ogni 100 incidenti (4,38 nel primo semestre 2014), complice una più consistente diminuzione degli incidenti nel periodo in esame (-4,8%).

«Preoccupa sempre di più l’aumento dell’incidentalità nelle città – dichiara Angelo Sticchi Damiani presidente ACI – imputabile anche alla ripresa dei consumi di mobilità su una rete infrastrutturale che sconta carenze e ritardi accumulati negli ultimi anni di crisi economica. Eppure non mancano le risorse per affrontare le criticità, perché la legge obbliga le Amministrazioni locali a reinvestire nella mobilità almeno il 50% dei proventi delle multe stradali: un “tesoretto” di oltre 500 milioni di euro annui nei soli capoluoghi di Regione. Gli investimenti per la sicurezza premiano sempre, come dimostra la riduzione di morti e feriti sulla rete autostradale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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