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Aumentano nel 2016 i pedaggi autostradali: ecco dove

2 gennaio 2016

0,86%: è questa la percentuale di aumento con cui da oggi si pagheranno i pedaggi autostradali in Italia. Una percentuale che ha calcolato lo stesso ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tenendo conto dei veicoli-km che si prevede saranno percorsi sull’intera rete nel corso del 2016. Ma attenzione: perché gli aumenti scattati da inizio anno riguardano poche società concessionarie, perché per la maggior parte, per la precisione quelle che hanno in fase di aggiornamento il Piano Economico Finanziario, gli aumenti tariffari per adesso rimangono sospesi e saranno quindi adeguati nel momento in cui tali Piani sanno effettivamente approvati.

Per la precisione gli aumenti sono scattati nelle tratte gestite dalle seguenti società:
ATIVA S.p.A. (Torino-Valle d’Aosta) 0,03%
Autostrade per l’Italia S.p.A. (tra le altre, A1 e A 14) 1,09%
SATAP Tronco A4 (Torino-Milano) S.p.A. 6,50%
Strada dei Parchi S.p.A. (A24 e A25) 3,45%
Tangenziale Esterna di Milano 2,10%
Pedemontana Lombarda 1,00%

Sono scongiurati, invece, gli aumenti dei canoni del Telepass. La società che gestisce il servizio, infatti, precisa che il canonce del Premium Truck rimane invariato, mentre di fatto raddoppia quello per il Telepass Premium, che adesso si arricchisce del servizio prima garantito al Telepass Extra che offre un servizio di soccorso stradale su due veicoli, in città come in autostrada.

La decisione del governo ha sollevato critiche dal mondo delle concessionarie autostradali. Aiscat, in particolare, specifica che “la maggior parte dei piani finanziari delle concessionarie autostradali, scaduti tra il 2012 e il 2013, non risultano ad oggi ancora approvati da parte dei ministeri competenti nonostante siano stati presentati tempestivamente da parte dei concessionari e nonostante esistano precise indicazioni emanate dal Cipe sulla tempistica relativa. Questo comporta, oltre ad una violazione della normativa e del contratto, gravi danni per i concessionari i quali – in mancanza di un piano approvato – non sono messi in grado di effettuare gli ulteriori investimenti previsti, minando la credibilità delle aziende e del Paese con pesanti ripercussioni sulla bancabilità dei progetti”.

Critiche sono giunte anche dalla presidente della CNA-Fita, Cinzia Franchini, che giudica negativamente la decisione del governo di rimanere sordo alle richieste dell’associazione di sostituire l’attuale sistema dei rimborsi, gestito tramite consorzi di servizi, con uno sconto al casello “È evidentecommenta Franchini in una notache chi gestisce e rappresenta le autostrade italiane pare essersi impadronito anche delle sorti del nostro settore; ciò che stupisce non è però l’evidenza di tutto ciò, quanto l’incapacità di chi si è candidato a cambiare il Paese e a cambiare verso, a rendersi realmente autonomo da certi schemi che quel cambiamento di sicuro non lo vogliono”. Secondo la presidente della CAN-Fita la colpa di tutto ciò è anche nella governance del settore, in cui “l’unitarietà della categoria assomiglia ad un conclave di comparse con un unico regista/impresario”. “Così i pedaggi continuano ad aumentare senza poter minimamente mettere in discussione il modello di business che vede lo Stato rimborsare non gli autotrasportatori, bensì tutte le sovrastrutture create ad arte per riassorbire una parte importante di quegli stessi incentivi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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