LOGISTICA

Tunnel sotterranei dedicati al trasporto merci: così la Svizzera vuol fare a meno dei camion

27 gennaio 2016

La Svizzera è un paese montano e per di più di transito. Quindi farebbe di tutto per togliere quanti più camion dalle strade, al punto che la diversificazione modale è scritta addirittura in Costituzione. Quella presentata oggi, però, è una forma di diversificazione davvero bizzarra, perché non soltanto toglie veicoli dalla strada, ma anche dalla rotaia. Parliamo infatti del progetto di un sistema di corridoi sotterranei riservati esclusivamente alle merci, larghi sei metri e a tre corsie, in cui dei mezzi a induzione magnetica si possono spostare in maniera automatica (senza conducente) fino a una velocità massima di 30 kn/h. Il progetto è stato presentato oggi a Zurigo da CST, acronimo di Cargo Sous Terrain, un consorzio di 12 imprese svizzere, che prevede di realizzarlo dal 2030, partendo con la tratta tra Härkingen-Niederbipp e Zurigo. In pratica le merci, sistemate su pallet o in contenitori, sono convogliate in appositi hub, dei centri di raccolta in cui poi, tramite appositi ascensori, vengono fatte scendere automaticamente nel corridoio sotterraneo in funzione 24 ore su 24. Giunto a destinazione, si segue il percorso inverso, anche se per la distribuzione finale CST pensa si servirsi di veicoli silenziosi ed ecocompatibili, che in prospettiva pensa possano essere anche teleguidati.

Ovviamente i costi del progetto sono decisamente elevati. Quelli stimati, al momento attuale, parlano di 3,55 miliardi di franchi per realizzare i 66,7 km della prima tratta. Anche se, le imprese consorziate, sono convinte che a regime si rileverà conveniente. E al riguardo hanno anche fatto una stima, secondo la quale la tariffa di trasporto attuale per km/ton di un camion è di circa 35 centesimi, ma dovrebbe salire a 42 entro il 2030, vale a dire nel momento in cui dovrebbe entrare in funzione il sistema di tunnel sotterranei, nei quali il trasporto costerà 50 centesimi per km/ton. Però, aggiunge Peter Sutterlüti, presidente dell’associazione per la promozione di CST, a compensare gli extracosti ci saranno «percorsi diretti per le merci merci, spedizione just in time e un’ulteriore superficie di deposito».

Funzionerà? Joos Sutter, il numero uno di Coop in Svizzera (società presente nel consorzio promotore), ne è convinto e sottolinea come il fatto che «la velocità raggiunta dai convogli non supererebbe i 30 km/h ca. e quindi richiede requisisti in termini di sicurezza molto più semplici e pertanto anche meno onerosi».

In ogni caso, nel progetto sarà coinvolto anche il governo, ragion per cui entro l’estate verrà fatto esaminare alla ministra dei trasporti Doris Leuthard per ottenere un progetto di legge per la realizzazione dell'opera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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