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Unatras non sapeva del protocollo sui controlli all'autotrasporto. E adesso chiede di recuperare

29 gennaio 2016

Circa un paio di mesi fa vi abbiamo dato notizia che i controlli all’autotrasporto erano a una fase di svolta. Per renderli infatti più efficaci, tre ministeri coinvolti – Infrastrutture, Interno e Lavoro – hanno firmato un protocollo d’intesa con cui il personale delle diverse amministrazioni sarà in grado di programmare diversi tipi di accertamenti, in azienda come in strada, per ottenere precisi obiettivi, non ultimo quello di verificare in modo più approfondito il rapporto di lavoro che lega il conducente all’impresa e la regolarità di un eventuale contratto di somministrazione del lavoro. Protocollo che ha attivato una sperimentazione di tre mesi in altrettante regioni d’Italia (Veneto, Emilia Romagna e Puglia), i cui esiti saranno valutati in un successivo tavolo tecnico.

È abbastanza grave che di tutta questa vicenda le associazioni dell’autotrasporto non sapevano nulla. Lo dicono molto chiaramente in una lettera indirizzata da Unatras a nome del presidente Amedeo Genedani ai responsabili dei tre ministeri coinvolti nel Protocollo (Graziano Delrio, Angelino Alfano, Giuliano Poletti), in cui riferiscono di averlo appurato dagli organi di informazione.

Da qui la richiesta dello stesso raggruppamento unitario innanzi tutto «di poter conoscere nel dettaglio i contenuti di codesto protocollo» e, inoltre, di definire «la fase sperimentale anche con le Associazioni dell’Autotrasporto, prevedendo altresì il coinvolgimento e la partecipazione delle medesime al tavolo tecnico per la valutazione degli esiti».

Una richiesta giustificata dal fatto che Unatras da tempo richiede normative sul cabotaggio abusivo e sulla somministrazione irregolare dei lavoratori, per arginare il dumping sociale e la concorrenza sleale nel mercato dei servizi di autotrasporto. E proprio a questo proposito Genedani mette le mani avanti e definisce “urgentissimo” il recepimento (che la legge prevede entro il 18 giugno prossimo) della Direttiva 2014/67/UE relativa al distacco dei lavoratori, perché consente di «bloccare trattamenti diseguali e la concorrenza sleale operata sul salario e sui diritti sociali».

Insomma, per un verso  in materia di lavoro Unatras chiede di recuperare le assenze ingiustificate, per un altro chiede di lavorare di anticipo. Troverà qualcuno in ascolto?

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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