ACQUISTI

DAF consegna 23 XF 460 alla Fralog di Rovereto

5 febbraio 2016

Non è un’azienda gigantesca, eppure la Fralog di Rovereto, tramite la dotazione di magazzini, la diversificazione modale e il supporto informatico è riuscita a generare fatturati crescenti. Merito pure di un parco veicolare fresco di rinnovo, con l’acquisto di 23 DAF XF 460. 17 sono stati consegnati presso l’officina Interservice di Trento 

Consegna importante per DAF Italia. Negli ampi ed eleganti spazi della Interservice di Trento, un’officina full-service con attrezzature di assistenza e di riparazione multimarca, al cui interno opera anche come concessionaria le Officine Mirandola, l’amministratore delegato del marchio olandese nel nostro paese, Paolo Starace, ha consegnato 17 DAF XF 460, secondo lotto di un ordine complessivo di 23 veicoli, alla Avio Tir, braccio operativo stradale della Fralog di Rovereto, società di proprietà di Fulvio, Ivano e Mauro Fracchetti. Questa realtà, nata già negli anni Sessanta per iniziativa di papà Bruno, si è aperta al mercato internazionale negli anni Ottanta e quindi negli anni Duemila hanno fatto il doppio salto: uno verso la logistica, consentito dall’acquisizione di un’azienda del settore (la Docks Trentini), l’altro verso l’intermodale, in direzione in particolare dell’Europa centrale.

Oggi la Fralog dispone di 54 mila mq di magazzini, ma soprattutto è riuscita ad accrescere i suoi volumi di fatturato (ha superato nel 2015 i dieci milioni di euro) e a competere con aziende di dimensioni maggiori grazie a un’attenta gestione – affidata in particolare a Patrik Li Destri – basata soprattutto sull’informatizzazione, su un’evoluta business intelligence per l’analisi dei costi, ma anche su una flotta di veicoli efficienti.

Perché DAF? Quando i Fracchetti hanno deciso di rinnovare la flotta, visti gli alti costi di manutenzione che erano arrivati a sopportare, hanno sottoposto veicoli di diversi marchi a diversi test. I DAF XF da 460 cv si sono mostrati altamente competitivi sul fronte dei consumi, facendo registrare una media di circa 28 litri/100 km, più di 3,57 km/litro. Ma in questo caso a fare la differenza ci sono diverse ragioni che tutte insieme rendono il senso di quella che DAF chiama «Transport Efficiency», vale a dire una filosofia di rapporto con il cliente che, basandosi su un ventaglio articolato di soluzioni, mira a garantire il massimo ritorno per chilometro.

La prima ragione è di carattere finanziario. In Fralog erano orientati a effettuare un’acquisizione tradizionale a cinque anni, fino a quando con DAF non hanno scoperto il buyback a tre. «Per il tipo di struttura che abbiamo messo in piedi – ammettono i Fracchetti – la soluzione ideata da DAF, vale a dire la possibilità di poter cambiare i veicoli a tre anni e di godere di una garanzia completa attivando la manutenzione ordinaria, ci è sembrata fatta apposta per le nostre esigenze. Infatti, malgrado disponiamo di una trentina di veicoli in viaggio quasi sempre all’estero, ci mette in condizione di concentrarci sul nostro business principale. Perché in qualunque paese si trovino i mezzi, possiamo scegliere l’officina a cui appoggiarci e beneficiare di un rapporto efficiente e trasparente». In più la stessa formula finanziaria garantisce maggiore flessibilità operativa. «Se fra tre anni vogliano cambiare alcuni veicoli per adottare specifiche diverse – osservano i soci Fralog – perché magari il mercato o un cliente le richiedono, in questo modo è possibile rimodulare».

Un’altra ragione fa riferimento al cambio del veicolo, dotato, secondo i tre fratelli, di estrema modularità di utilizzo. Per loro è stato importante, allo scopo di omologare i consumi di tutti gli autisti, l’opportunità di usarlo con la modalità che inibisce quasi completamente l’intervento del conducente, ma che riesce ugualmente a lavorare su regimi di coppia ottimali. A garantire tali performance è anche l’introduzione del regolatore di velocità predittivo che, utilizzando il GPS, come dicono i Fracchetti, «fornisce al cambio un po’ di intelligenza in più» in modo che, determinata la posizione del veicolo anche rispetto alle condizioni stradali dei chilometri successivi, possa inserire il rapporto ottimale.
L’ultima ragione è il motore. La scelta è caduta sul 460 cv, anche se in Fralog sottolineano che la discriminante nella scelta della motorizzazione non è tanto la potenza, ma la coppia. E il 460 cv di DAF riesce a garantirla su valori ottimali e lungo un ampio regime di giri, anche perché “sotto” si appoggia a una cilindrata di 13.000 litri.
Ecco quindi la ricetta del cocktail equilibrato: l’azienda piccola e flessibile che genera importanti fatturati; il motore grande, per cilindrata e coppia, che si accontenta di un numero ridotto di cavalli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home