LEGGI E POLITICA

L'eterno Sistri: compare sul sito l'invito agli stranieri a formalizzare l'iscrizione

8 febbraio 2016

Ma il Sistri si applica anche ai trasportatori stranieri? Inizialmente la legge non lo prevedeva. Poi, sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30 ottobre 2013 fu pubblicata la legge 30 ottobre 2013, n. 125, che convertiva il D.L. 101/2013 con la disposizione dell’articolo 11 sul Sistri. Di seguito, il 31 ottobre, venne anche diramata una circolare del ministero del’Ambiente con cui si ufficializzava l’estensione del Sistri ai vettori esteri che effettuano trasporti di rifiuti speciali pericolosi all’interno del territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio.
Questa disposizione di fatto era rimasta lettera morta. Nel senso che non si conosce il nome di un vettore straniero che, malgrado trasportasse rifiuti in Italia, si fosse iscritto al Sistri. Poi appena 2-3 giorni fa, sul sito ufficiale del Sistri compare una “new” sull’argomento. Per la prima volta, infatti, si specifica che i vettori esteri, iscritti con identificativo estero (es. VAT) in categoria 4 e 5 presso l’Albo Gestori Ambientali, possono formalizzare l’iscrizione al SISTRI chiamando il Contact Center al numero verde 800 00 38 36, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 17:30 e il sabato dalle 8:30 alle 12:30.

Una comunicazione – si badi bene – scritta esclusivamente in italiano (malgrado si rivolga agli stranieri) e affidata a un numero verde che non si può contattare dall’estero. Una comunicazione formale, un po' vuota, ma comunque significativa.

A cosa serve? Cos’è successo? Perché all’improvviso ci si ricorda di mettere una “pezza” alla questione e perché in questo momento?
Al momento preferiamo non rispondere. Ci limitiamo a considerare però che sono in corso delle trattative, delle tensioni tra governo e associazioni di categoria che evidentemente stanno producendo un qualche smottamento. D’altra parte, la decisione del ministero dell’Ambiente di continuare a chiedere i contributi alle imprese (necessari per pagare la società che gestisce il sistema), malgrado il tutto rimanga lacunoso e in perenne trapasso, non era stata molto gradita. Le associazioni avevano provato a strappare una proroga che però di fatto non era arrivata. 

La scorsa settimana qualcosa si è mosso. In sede di commissione parlamentare è stato approvato un emendamento che dimezza il contributo per l’iscrizione e l’ammontare delle sanzioni e si preoccupa di tenere in vita queste disposizioni almeno fino a quando il nuovo Sistri non entrerà in funzione. Insomma sembra ancora una materia fluida, in cui ogni parte concede e acquista qualcosa, compresa anche l’introduzione effettiva del SISTRI agli stranieri. I conti poi si faranno alla fine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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