UFFICIO TRAFFICO

Ultimatum autotrasporto francese a Le Havre: tempi di carico container in un'ora o blocco del porto

15 febbraio 2016

Da sempre l’autotrasporto francese ha fama di essere molto bellicoso. E anche oggi conferma questa fama con la minaccia di scendere sul piede di guerra se in tempi brevi non saranno ridotte le eccessive attese al porto di Le Havre, il principale scalo francese per quanto riguarda il traffico container. Per la precisione sono due organizzazioni di categoria, la FNTR (Fédération nationale des transports routiers) e la OTRE (Organisation des transporteurs routiers européens) a scrivere un comunicato in cui denunciano il fatto che ad allungare le attese nel carico container fino a quasi 8 ore e a produrre “insoddisfazione e rabbia” presso gli autotrasportatori è soprattutto il tipo di organizzazione utilizzato nello scalo della Normandia. Un modello peraltro adottato in tempi relativamente recenti, per la precisione dal maggio 2014, e basato su una pianificazione online dei carichi, che però a distanza di un anno e mezzo sembra aver peggiorato piuttosto che migliorato le cose. Da qui il malcontento delle imprese di autotrasporto che con le lunghe attese vedono clamorosamente erosi i margini e la produttività dei propri veicoli.

A preoccupare le sigle sindacali è anche il programma di sviluppo del porto di Le Havre, che punterebbe a raggiungere i 4 milioni di container annui, quando al momento attuale non riesce a movimentarne in modo efficiente 2,5 milioni.

Per tutte queste ragioni FNTR e OTRE pongono una sorta di ultimatum agli attori del porto per velocizzare in tempi brevi l’operatività, per adattare il volume di traffico alla capacità di gestione e per contenere il lavoro del vettore in un’ora di tempo dall’ingresso all’uscita dello scalo. Allo scadere di questo ultimatum senza che le disfunzioni siano state rimosse si minaccia di passare all’azione e di bloccare gli accessi ai terminal del porto “senza preavviso”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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