LEGGI E POLITICA

Genedani: «La guida nei distretti logistici deve poter derogare ai tempi di guida e riposo»

16 febbraio 2016

Il futuro dei trasporti italiani sembra passare dall’intermodalità e dalle relazioni virtuose tra infrastrutture di raccordo tra una modalità e l’altra. Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio lo dice chiaramente e lo ha scritto in modo inequivocabile in un documento diffuso nei giorni scorsi in cui pensa di rilanciare il sistema trasportistico mettendo in connessione porti, interporti e qualsiasi nodo logistico.

Il giudizio dell’autotrasporto su questo piano è stato in genere positivo, anche se in parte attendistico. Adesso, però, è il presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani, a uscire allo scoperto e a sostenere a chiare lettere che questa strategia, per poter funzionare, deve anche valutare la possibilità di derogare ai tempi di guida e di riposo. Genedani non dice di andare contro la legge europea, ma di sfruttare le opportunità che questa concede per garantire all’autotrasporto maggiore flessibilità nella gestione dei tempi, «in particolare modo nelle nuove aree che segneranno l’ambito dell’operatività dei “nodi logistici” nonché nei “distretti industriali”». «La Germania – ricorda –  così come molti altri Paesi, ha approvato tutte le 17 tipologie di deroghe previste dal Regolamento (CE) n. 561/2006», mentre l’Italia si è fermata a cinque». Ma anche il Regno Unito ha chiesto e ottenuto un’importante deroga ai sensi dell'articolo 14 del Regolamento (Ce) 561/2006 per l'inagibilità di un ponte. Ed ecco perché «anche noi in Italia – spiega Genedani – nei casi d'emergenza non dovremmo farci remore a richiedere ciò che potrebbe aiutare migliaia di nostre imprese e i loro lavoratori».

Anche perché se non si opera in questo modo si corre il rischio di cadere in una contraddizione: «da una parte – spiega il presidente di Confartigianto Trasporti – perseguire una "rivoluzionaria" politica di ammodernamento del sistema delle Infrastrutture che ricordiamo dovrà essere sostenuta da ingenti risorse finanziarie pubbliche; dall'altra la costante preoccupazione di violare la norma comunitaria con l’inevitabile conseguenza di fare ricadere tale “contraddizione” soltanto sulle aziende di autotrasporto». Ecco perché la ai tempi di guida e riposo va chiesta deroga - e Genedani la chiederà - proprio per i distretti industriali, per le isole "minori", per le aree portuali e logistiche. Insomma, chi guida al massimo 50 chilometri al giorno all’interno di un distretto industrializzato, secondo Genedani non dovrebbe essere giudicato con le stesse regole usate per chi guida molte ore al giorno con lunghe percorrenze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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