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Corsi recupero punti in Francia: un business mirato ai soldi più che alla sicurezza stradale

29 febbraio 2016

Tutto il mondo è paese? Rispetto ai corsi di recupero punti sembrerebbe proprio di sì. Se infatti la settimana scorsa vi avevamo raccontato di come in Italia un’autoscuola abruzzese organizzava corsi ADR inviando i nomi dei partecipanti alla motorizzazione, ma senza di fatto tenerli, oggi in Francia il quotidiano Le Parisien ha svolto un’indagine sui corsi di recupero punti scoprendo bassezze di ogni tipo. In pratica dal servizio viene fuori che dei 1.500 centri creati per consentire a chi ha perso punti patenti di poterli recuperare, molti operano concentrandosi più sulle opportunità di business, che non – come dovrebbe essere - sulla crescita della sicurezza stradale.

Il quotidiano francese ha anche raccolto testimonianze di molte persone che si erano iscritte on line ai corsi, avevano pagato 189 euro in anticipo e poi, giunti al giorno prefissato, avevano ricevuto la comunicazione che il corso non si teneva più, senza peraltro ottenere un rimborso. Così come molti hanno finito per perdere la patente perché il corso originariamente fissato per una data veniva posticipato per ben quattro volte.

Il delegato interministeriale per la Sicurezza Stradale ha preso subito posizione, garantendo già nell'immediato futuro controlli più serrati e soprattutto limitando la concessione dell’autorizzazione prefettizia necessaria per svolgere i corsi, visto che molti stage di recupero si svolgono in luoghi inadeguati e senza tener conto dei programmi previsti dalla legge.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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