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Cassazione: i danni provocati da un camion in sosta sono coperti da RCA auto

9 marzo 2016

Cosa vuol dire “circolare sulla strada”? Secondo la Cassazione il camion circola sulla strada anche se è in sosta, almeno rispetto all’ingombro degli spazi che servono alla circolazione o alle operazioni che effettua allo scopo di poter partire. Attenzione, non si tratta di una questione secondaria. Nel caso valutato dalla Suprema Corte, infatti, c’era in ballo la morte di un uomo provocata dalla rampa del rimorchio di un autocarro parcheggiato su una via pubblica, vicino a un’officina in cui doveva essere riparato. Per la precisione l’uomo era stato colpito al volto dalla rampa del “carrellone” a rimorchio dell’autocarro, dopo che il proprietario del veicolo per prepararlo alla riparazione, aveva sganciato il tirante della rampa, senza calcolare la distanza che lo separava dall’uomo posto alle sue spalle. Il quale appunto, investito dalla stessa rampa, riportava lesioni mortali.

I familiari del defunto avevano citato il proprietario del camion e la compagnia di assicurazione per chiedere un risarcimento dei danni. Richiesta accolto in primo grado ma respinta in appello, dove invece a prevalere era la compagnia che assicurava il camion, che sosteneva come il sinistro non rientrasse tra gli eventi derivanti da circolazione stradale in quanto la manovra che aveva provocato l’incidente mortale, vale a dire lo sganciamento della rampa, era avvenuta con il veicolo in sosta.

Ma gli eredi del defunto hanno proseguito il processo in Cassazione, dove invece hanno avuto ragione. Secondo i giudici della Suprema Corte, infatti, anche l’arresto del veicolo è incluso nella circolazione stradale e di conseguenza affinché sia coperto da RCA auto è necessario che «mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l'uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo». E quindi quando si trova su aree destinate alla circolazione, qualsiasi uso se ne faccia è sempre da considerarsi «circolazione» ai sensi dell’art. 2054 c.c. Di conseguenza l’assicurazione andrà a coprire tutti questi usi.

La cosa nel caso in questione era che, nel momento dell’incidente, il veicolo non era sotto il controllo del conducente e quindi anche per il proprietario non c’era nulla da fare per potersi sottrarre a responsabilità, se non quello di invocare il caso fortuito. Ma un eventuale guasto tecnico, come quello che si ipotizza nel caso in questione, non basta a sollevarlo dall’onere di risarcire il danno. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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